castello maniace

Siracusa, Piazza D’Armi: il Soprintendente ad interim ordina “la reintegrazione delle opere abusivamente eseguite”

Siracusa, Piazza D'Armi: il Soprintendente ad interim ordina "la reintegrazione delle opere abusivamente eseguite"

“La reintegrazione delle opere abusivamente eseguite previa presentazione di un progetto da sottoporre all’approvazione dello scrivente entro il termine di 60 giorni dalla ricezione del presente provvedimento”: questo quanto ordina il Soprintendente di Siracusa ad interim Calogero Rizzuto nella Concessione dell’ex Piazza d’Armi al Castello Maniace. Parole dure messe nero su bianco su un documento inviato alla società appaltante, al Comune, alla Procura e alla Regione.
Si apre così un altro capitolo della vicenda che sta appassionando l’intera città: il punto ristoro all’interno della bellissima piazza del complesso Maniace.
Prima l’autorizzazione, poi la costruzione, la polemica sul cemento, le ispezioni regionali che decretavano irregolarità, e infine questo documento firmato da Rizzuto.

E’ possibile immaginare un futuro ricorso da parte della società e una reazione da parte del Comune. Lontana ormai la dottoressa Rosalba Panvini (trasferita a Catania), ex Soprintendente di Siracusa, con la quale il progetto è partito.

Tornano alla ribalta quindi coloro che hanno organizzato, quest’estate, una manifestazione in Piazza d’Armi.
“Avevamo fatto notare come l’intero complesso del Maniace subiva dei danni permanenti, – dichiarano Vincenzo Vinciullo, Fabio Alota, Mauro Basile, Salvatore Castagnino e Alberto Palestro. – sia per l’impossibilità di restituire allo stato iniziale i luoghi, cosa che, invece, era prevista dalla concessione, sia per un aumento delle dimensioni che adesso viene definito “abusivamente realizzato”, sia per il fatto che ritenevamo che la Sovrintendenza non avesse mai potuto dare l’autorizzazione, e se lo aveva fatto aveva errato, per un’opera di cotanto impatto visivo”.
Subito dopo le parole rassicuranti del sindaco Italia, nei confronti del quale i quattro chiedono le dimissioni.