I progetti per il trasporto ferroviario in provincia di Siracusa che prevedono la velocizzazione della tratta Siracusa-Catania, la realizzazione del collegamento con l’aeroporto di Catania, l’apertura della tratta Augusta-Bicocca e la Augusta-Targia. Sono questi alcuni degli interventi e degli investimenti messi in campo per il 2019 dalla Regione di concerto con Rfi.
Oggi, per illustrarli, in visita a Siracusa, l’assessore regionale ai trasporti, Marco Falcone e il Direttore Regionale di Rfi, presenti Stefania Prestigiacomo,
Vicepresidente della Commissione Bilancio alla Camera dei deputati, dell’Assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera e il Commissario Provinciale di Forza Italia Siracusa Bruno Alicata. Ha partecipato anche il deputato nazionale del M5S, Paolo Ficara.
Si tratta in tutto di oltre 37 milioni di euro di investimenti e due treni nuovi di zecca, che arriveranno a breve.
Critica comunque la Cisl: “L’elencazione periodica di progetti e ipotesi di progetto con scadenze che, purtroppo, non vengono mai rispettate, non basta più – afferma il segretario generale provinciale, Paolo Sanzaro – Bisogna confrontarsi su dati oggettivi ed intervenire per rimuovere quelle criticità che hanno emarginato Siracusa e parte del sud est per il trasporto ferroviario. Al Governo regionale chiediamo di individuare due o tre obiettivi certi. Nessuna lista della spesa che sarebbe utopica; Siracusa è snodo ferroviario centrale per il sud est e per l’intera area del barocco. La Regione – conclude – programmi e ponga condizioni a Trenitalia”.
“In passato – sottolineano il segretario generale territoriale della Uil Siracusa-Ragusa-Gela, Stefano Munafò e il segretario provinciale Uil Trasporti Silvio Balsamo – c’è stato un grande dispendio di denaro pubblico per lo scalo Pantanelli per una infrastruttura scarsamente utilizzata. È arrivato il momento che essa torni a essere presa seriamente in considerazione perché ciò vorrebbe dire due cose: l’aumento dei posti di lavoro e la garanzia di una maggiore efficienza della stazione stessa di Siracusa. Sappiamo che i fondi ci sono – concludono – e dunque adesso chiediamo che vengano utilizzati
