Il Comune di Siracusa da oggi dispone di un Nucleo speciale per i diritti degli animali composto da agenti di Polizia municipale. Questa l’iniziativa presentata oggi in conferenza stampa dagli assessori alla Polizia municipale e ai Diritti degli animali, Giovanni Randazzo e Fabio Granata, e dal comandante del Corpo, Vincenzo Miccoli.
Sarà un nucleo formato da 4/5 unità e che non toglierà nulla ai servizi elargiti alla città dal corpo della municipale. Questo il primo punto chiarito, visto e considerato che spesso la Polizia Municipale è balzata alle cronache proprio per una carenza di personale, lamentata anche dagli ex assessori al ramo.
Queste 4/5 unità non avranno dei compiti in meno, ma dei compiti in più. Tra gli agenti sono stati scelti i più sensibili al tema.
L’Amministrazione si affida ai cittadini e alle associazioni animaliste per far sì che questo nucleo non venga “sfruttato” anche per false emergenze.
“L’Amministrazione- ha detto tra l’altro l’assessore Granata- ha a cuore questo problema che stiamo affrontando su diversi livelli ma contemporaneamente. Il primo step punta alla creazione di oasi comunali su terreni di proprietà dell’Ente dove, con il contributo delle associazioni riconosciute e dei volontari, potremo procedere alla prima attività, quella dell’assistenza ai piccoli randagi, alla loro sterilizzazione e “microchippatura” per creare i presupposti della loro adozione. E c’è poi il bando per i rifugi al quale stiamo lavorando: dovrà prevedere misure più vincolanti e un’assistenza migliorativa della qualità della vita per gli animali ospitati. L’idea che stiamo sviluppando è quella di rifugi ridotti e pertanto più agevolmente gestibili”.
A margine della conferenza stampa l’assessore Granata si è soffermato anche sulla vicenda dei randagi delle zone balneari: “Il problema esiste, ma vorrei fare una sorta di provocazione: adottiamo questi animali, d’altronde si tratta di poche unità a fronte di una nutrita residenza in quelle aree. Il Comune si farebbe carico dei trattamenti sanitari e della mappatura e, nelle more della sua definizione complessiva, avremmo risolto questo problema contingente”.
