25 novembre

Siracusa, ogni giorno si registra almeno un caso di violenza su donne

Siracusa, Asp: una stanza rosa per le donne che subiscono violenza

Quasi ogni giorno una vittima di violenza arriva al Pronto soccorso e almeno il 90 per cento delle donne maltrattate denuncia dimostrando fiducia nelle istituzioni. Bisogna continuare a denunciare e a non soccombere. Anche l’Asp di Siracusa, attraverso il Coordinamento Prevenzione e cura della violenza di genere con i servizi di Codice Rosa attivi nei Pronto soccorso degli ospedali della provincia, aderisce alla Giornata internazionale del 25 novembre dedicata alla eliminazione della violenza contro le donne.
“Sono donne – aggiunge Adalgisa Cucè responsabile del Coordinamento – che restano sospese nel dolore fra nostalgia e speranza, fra illusione e attesa, sono bambini che assistono quotidianamente a scene di violenza tra le mura di casa e qualcuno le subisce direttamente. Da gennaio di quest’anno al 30 ottobre sono state 260 le vittime registrate nei pronto soccorso degli ospedali della provincia di Siracusa di cui 119 nel capoluogo, 48 ad Augusta, 36 ad Avola, 24 a Noto, 33 a Lentini e 2 sono le donne ammazzate nella nostra provincia nel 2018. Che una donna venga ammazzata ogni giorno in Italia è una tragica “normalità” a cui, purtroppo, ci stiamo abituando e, per proteggerci dalla paura e dal dolore, prendiamo le distanze immaginando tali eventi lontani dalla nostra vita e dalla nostra famiglia. I numeri descritti fino ad ora ci fanno capire che il fenomeno, invece, non è distante da noi se in questi ultimi 4 anni dall’attivazione del Codice Rosa negli ospedali della provincia oltre 800 persone hanno usufruito del servizio”.

Il gruppo operativo Codice Rosa dell’Asp di Siracusa, costituito da medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, pedagogisti, si muove in strettissima sinergia con le Forze dell’Ordine, con le Associazioni antiviolenza e la Magistratura. L’accoglienza alle vittime di violenza ha bisogno di attenzioni particolari e per tale ragione l’Azienda ha riservato una apposita “stanza rosa” al fine di creare le migliori condizioni di assistenza e di riservatezza alle vittime.
Accanto alle azioni di assistenza a contrasto diretto della violenza e di cura nei percorsi di uscita l’Asp di Siracusa ha in corso, tra le molteplici iniziative, una attività di educazione secondo il metodo peer education (educazione tra pari) rivolta agli studenti delle scuole superiori. “Tale progetto – conclude Cucè – si prefigge di modificare le coscienze e i refusi educativi dei giovani che diventano educatori di se stessi, valorizzando in ciascuno il rispetto di se e dell’altro”.