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Siracusa, caso Licia Gioia: le foto che la sottufficiale ha inviato al marito poche ore prima della tragedia

Siracusa, caso Licia Gioia: le foto che la sottufficiale ha inviato al marito poche ore prima della tragedia

Licia e Francesco, carabiniere lei, poliziotto lui, a Siracusa; una storia d’amore, la loro, finita in tragedia la notte del 28 febbraio 2017 con la morte della giovane sottufficiale in circostanze ancora da chiarire.
La vicenda della morte di Licia Gioia, che ha lasciato tutti attoniti, da oltre un anno vede contrapposti i genitori di Licia, convinti della morte della figlia per mano del marito e quest’ultimo che, di contro, ha sempre parlato di suicidio, commesso – secondo quanto ha dichiarato – per l’eccessiva gelosia che la donna nutriva nei suoi confronti.
Francesco Ferrari, inizialmente indagato per istigazione al suicidio e poi per omicidio colposo, il 7 novembre scorso viene raggiunto da un avviso di conclusione indagini con l’accusa di omicidio volontario.
La tesi del suicidio è fortemente contestata dai genitori di Licia che la descrivono, anche nell’ultima trasmissione di “Chi l’ha visto?”, come una donna piena di voglia di vivere e con tanti programmi da realizzare e che dichiarano di non essere a conoscenza delle foto e del video più volte citato da Francesco Ferrari.
Ma le parole riferite da Ferrari troverebbero riscontro in due foto e nei messaggi WhatsApp che Licia invia dal suo telefonino a quello del marito nel pomeriggio del 27 febbraio, a poche ore di distanza dalla tragedia che si sarebbe consumata nella camera da letto della coppia, all’interno della villetta di contrada Isola.
Foto e messaggi che documenterebbero momenti di tensione tra i due coniugi. Foto e messaggi che sono stati analizzati dal Nit, il Nucleo Investigativo Telematico.
Questi documenti ve li mostriamo in esclusiva: “La prima foto mostra – come si legge nella relazione del Nit – una pistola di ordinanza beretta calibro 9 parabellum con il cane armato e priva di sicura; la seconda foto, che riporta lo stesso sfondo – si legge ancora – mostra un precipizio a strapiombo sul mare agitato da cui viene inquadrato un piede sospeso nel vuoto. Queste foto, contestualmente alla conversazione WhatsApp – continua la relazione – vengono indicate da Licia Gioia come due alternative possibili al proprio intendimento di togliersi la vita”.
L’analisi continua: “La lettura della conversazione evidenzia il tentativo di placare la discussione del marito che cerca di convincere la moglie per poterla raggiungere e calmarla”.
Cosa è successo la notte del 28 febbraio in quella camera da letto? Francesco Ferrari ha delle responsabilità? E se si quali?
Tutte domande alle quali solo i giudici, analizzando tutti gli elementi e le testimonianze raccolte, potranno dare una risposta, facendo luce su una storia che ha scosso tutta la comunità.