In un mondo dove tutto è digitale, dove tutto è liquido, compresi i rapporti umani, Siracusa conserva le vecchie tradizioni, quelle figlie della mentalità siciliana di “riparare” e riutilizzare tutto.
Scarpe leggermente usurate, cinture con anelli saltati, un bottone saltato e altro ancora? A Siracusa esistono ancora le piccole botteghe che vengono in nostro soccorso, mentre nelle altre province della Sicilia questo non è scontato. A dirlo è un rapporto Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, secondo il quale gli antichi mestieri in Sicilia sono quasi 80 mila, ma se si escludono gli agricoltori (70.743), il conto è presto fatto: restano poco più di 9.000 artigiani ad esercitare professioni sull’orlo dell’oblio.
Il mestiere del maniscalco è ancora presente a Siracusa, ma assente a Caltanissetta, Catania, Enna e Messina. Non ci sono tessitori nell’agrigentino e nell’ennese, se ne trova uno a Catania e Ragusa, due a Caltanissetta, Messina, Siracusa e Trapani, tre tra Palermo e la sua provincia.
Avete bisogno di chi fabbrica tulle, pizzi e merletti? Sarete fortunati a Catania, Messina, Palermo, Siracusa o Trapani, ma non ad Agrigento, Caltanissetta o Enna.
Particolarmente difficile da trovare in Sicilia chi fabbrica orologi: è totalmente assente nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina, Ragusa e Trapani, se ne trova uno appena a Catania, Palermo e Siracusa.
