E’ un anno il 2018 che si chiude nel segno della mobilitazione per il sindacato unitario anche in provincia di Siracusa: Cgil, Cisl e Uil, raccogliendo un preciso input delle segreterie nazionali in aperto e forte dissenso con quanto prevede la manovra finanziaria, si preparano alla stagione di lotta delle categorie che confluirà nella manifestazione nazionale di fine gennaio.
Non solo, sul piano provinciale, i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Roberto Alosi, Paolo Sanzaro e Stafano Munafò, rivendicano ancora una volta la strategicità del territorio siracusano “per rilanciare il quale – hanno affermato – serve sinergia e condivisione tra tutti gli attori, a partire dalla politica”.
A preoccupare sono ancora un volta i numeri della disoccupazione, che in questa provincia è al 23% e che sale fino al 55% se si passa ad analizzare il tasso giovanile. Numeri importanti che spiegano la “fuga” dei cervelli: negli ultimi 10 anni sono stati 12.000 i giovani a lasciare questo territorio e per il 70% si tratta di laureati.
Per il 2019 gli obiettivi sono ancora il risanamento ambientale e le infrastrutture: “Il territorio ha bisogno di un’industria sempre più compatibile con l’ambiente – hanno detto i tre segretari – così come è necessario il recupero di aree che possono tornare ad essere appetibili per gli investitori. Le infrastrutture – hanno aggiunto – sono l’unico passante per lo sviluppo che vede al centro l’industria, l’agricoltura e il turismo: bisogna completare il tratto della Rosolini-Modica e sulla Ragusa-Catania, che per buona parte passa dalla zona nord della nostra provincia, – concludono – preferiremmo avere copia del contratto di servizio che scadenza l’avvio dei lavori e la somma economica riservata all’opera”.
