Si è chiusa ieri sera, a Palazzo Vermexio, la sessione consiliare aperta martedì. In Aula approvata, e resa immediatamente esecutiva, la delibera avente ad oggetto la “Revisione periodica della società partecipate”.
“La normativa in materia impone annualmente il monitoraggio delle società partecipate dagli Enti pubblici, nell’ottica di quella razionalizzazione delle spese che ha posto limiti sempre più stringenti. – spiega il dirigente Rosario Pisana – Rispetto al 2017 la situazione non è cambiata, e quindi questa proposta fotografa anche per il 2018 quanto già approvato dal precedente Consiglio. L’Ente ha partecipazioni obbligatorie in alcune società in liquidazione, quali i vari Ato o l’Asi; e facoltativa in altri, quali il Plemmirio o l’Archimede che garantiscono funzioni strategiche con oneri ridotti per il Comune e che peraltro, per la specificità della funzione, non possono essere oggetto di fusione”.
“La scelta di aderire ai Consorzi deve obbligare anche al controllo dei loro bilanci. – ha dichiarato il consigliere Reale – Sul Plemmirio, che rimane una giusta intuizione politica, personalmente non trovo riscontro degli ultimi bilanci approvati rispetto ai quali, come soci al 50%, ne risponde anche il Comune. Alla luce dei recenti rilievi della Corte dei Conti, è giusto che essi entrino a far parte del “consolidato” dell’Ente. Sul Consorzio Archimede, oltre a quello del bilancio, c’è anche un problema che attiene alla sua attività. Il Consorzio deve avere una funzione propulsiva, attrarre cioè Facoltà universitarie e non limitarsi, come sta facendo, ad organizzare convegni”.
Per Michele Mangiafico “La ricognizione delle società partecipate sarebbe dovuto servire a conoscere quali sono le attività che esse hanno svolto in questi anni. Nella proposta nulla viene detto, non sono presenti gli amministratori, non sono presenti gli assessori alle Politiche culturali e alla Risorse mare. Come Consiglio, che delibera il mantenimento in vita dei due Consorzi, vorremmo comprendere per quali motivi essi continuano ad essere definiti strategici per i fini istituzionali del Comune”.
“La mancata approvazione della delibera, che poi fotografa una situazione identica a quella dell’anno precedente, ci esporrebbe ad ulteriori sanzioni che potrebbero arrivare fino a 500mila euro. E’ anche vero però, alla luce dei rilievi della Corte dei Conti e di quanto detto questa sera, che occorre rivedere tutta la materia delle società partecipate” – ha concluso Andrea Buccheri
Malumori in Aula dovuti all’assenza dell’amministrazione.
