La Sea Watch è entrata nelle acque territoriali italiane e gli è stato assegnato un punto di fonda a largo delle coste di Siracusa (a 1 miglio -2 km – a Nord di punta Magnisi), per garantire la sicurezza dell’unità e delle persone a bordo.
Così recita un comunicato del Comando generale delle Capitanerie di Porto. Sul posto presenti motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza.
Tutto ha inizio nella mattinata dello scorso 19 gennaio: la nave Sea Watch 3 soccorre, in area SAR di responsabilità libica, 47 migranti su un unità in difficoltà. Terminate le operazioni di soccorso, senza il coordinamento dell’autorità SAR competente, l’unità, a causa delle condizioni metereologiche in peggioramento, inizialmente procede verso Lampedusa e successivamente verso la Sicilia orientale per trovare riparo.
Il difensore dei Diritti dei Bambini del Comune di Siracusa, Carla Trommino, chiede di “procedere con urgenza alla verifica in merito alla presenza di minori a bordo e, qualora l’esito della verifica fosse positivo, di intimare al Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione lo sbarco immediato dei minori”.
“Questa è terra generosa, per la pace e per i diritti umani. Solidarietà ai migranti a bordo della Sea Watch e gratitudine al Sindaco di Siracusa, Francesco Italia, per la disponibilità immediatamente concessa per l’approdo. – questo il commento di Paolo Sanzaro, segretario generale Ust Cisl Ragusa Siracusa – La Cisl siracusana, in questo momento così difficile, è vicina a quanti si spendono nell’assistenza e nell’accoglienza, auspicando che i 47 migranti a bordo della Sea Watch trovino definitivo riparo a terra.”
“Anche in nostro nome. Grazie al sindaco di Siracusa, Francesco Italia, per l’alto senso di umanità e dello Stato mostrato aprendo il nostro porto alla Sea Watch. Siracusa è città per la pace e per i diritti. Qui si parla di esseri umani, qui si accoglie la sofferenza.” – così, Santino Romano, portavoce di “Prossima-La città delle persone”.
