Il Consiglio regionale dei Beni culturali, presieduto dall’assessore Sebastiano Tusa su delega del presidente Musumeci, ha espresso all’unanimità parere favorevole alla proposta di completare la formazione di tutti quelli previsti dalla legge regionale 20 del 2000. Ma per Siracusa c’è un problema.
L’istituzione del Grande Parco Archeologico di Siracusa, che doveva essere ratificata ieri , insieme a quella di altri Parchi(regolarmente approvati) dal Consiglio Regionale dei Beni Culturali, sembra abbia subito un rinvio “per approfondimenti”.
Immediata la reazione di Fabio Granata, assessore alla Cultura, che sui social scrive: “Cioè è stata apprezzata ma deve essere approfondita la sua perimetrazione, cioè una dinamica che porterebbe allo stallo. Credo sia un fatto gravissimo e da stigmatizzare, alla luce della importanza della Istituzione del Parco per il turismo culturale, la crescita economica e la tutela e la valorizzazione del Patrimonio Archeologico e paesaggistico della nostra Città. Tutto questo in barba agli interessi dei cittadini siracusani e nonostante i continui proclami da parte del Governo della Regione. Sarebbe molto grave dover prendere atto che a Siracusa gli interessi di pochi speculatori continuino ad essere prevalenti rispetto a quelli diffusi di una intera Comunità”
“Insieme al Sindaco Francesco Italia e alla Giunta, – conclude Granata – alla luce della strategica importanza della Istituzione del Parco per la crescita economica e turistica e per la tutela e la valorizzazione del Patrimonio Archeologico e paesaggistico della nostra Città, chiediamo all’Assessore Sebastiano Tusa l’immediata nomina di un Commissario straordinario del Parco, che avvii le procedure di Istituzione del Parco stesso e contemporaneamente istruisca gli approfondimenti necessari entro tempi certi e comunque utili per far si che la nuova gestione autonoma possa aver inizio con la nuova stagione turistica, determinando così nuovi servizi e nuove opportunità anche in relazione alla riapertura del Castello Eurialo e di tutti i siti cosiddetti minori. Ulteriori ritardi o tecniche dilatorie sarebbero molto gravi e inaccettabili”
“Anche la città metropolitana di Catania, dopo i liberi Consorzi di Ragusa e Siracusa ha adottato la delibera di perimetrazione del parco, atto propedeutico alla nascita dell’ente, ora tocca all’assessorato all’Ambiente inviare le carte a Roma, che è pronta all’ok definitivo. Sarà una grande conquista dopo 11 anni di attesa”.
Ad affermarlo è la deputata all’Ars Stefania Campo che sulla vicenda da un anno sta facendo un fitto pressing per arrivare a portare a casa un risultato atteso da 11 anni dagli abitanti di tre province.
Era il 2007 – spiega la deputata – quando l’istituzione del Parco è stata proposta con un Decreto Legge poi convertito in legge, da allora è partito un iter lunghissimo che sembrava non avere mai fine. Ora, finalmente, vediamo il traguardo. Spetta all’assessorato regionale all’Ambiente adesso formalizzare gli ultimi passaggi burocratici e inviare la carte a Roma. Il ministro Costa, che abbiamo incontrato di recente, è pronto a dare l’ok”.
“Evidentemente – spiega il deputato siracusano Giorgio Pasqua – serviva un governo del Movimento 5 Stelle per sbloccare l’istituzione di questi parchi siciliani. Siamo ovviamente soddisfatti perché questo parco rappresenta un’incredibile opportunità di sviluppo con gli annessi vincoli, che devono essere visti e vissuti come motivo di crescita. Mi riferisco ad esempio all’agroalimentare, alla promozione dell’artigianato locale attraverso un brand unico che renda subito identificabili le nostre eccellenze nel mondo”.
“Nell’epoca della globalizzazione selvaggia – spiega ancora la deputata Stefania Campo – la realizzazione di una simile realtà vorrebbe dire istituire un marchio di qualità assoluta che certificherebbe i nostri prodotti e li metterebbe al riparo dalla concorrenza sleale di quelli che invece entrano continuamente da non si sa dove, e che troppo spesso arrivano sulle nostre tavole senza alcun controllo circa la loro qualità e salubrità”.
“Il Parco Nazionale degli Iblei – spiegano ancora i deputati Ars – potrebbe diventare finalmente quell’indicazione di origine di qualità che tanto abbiamo invocato per i nostri pascoli, il nostro latte, i nostri prodotti agricoli. Potrebbe valorizzare ulteriormente i nostri patrimoni artistici, che solo in piccola parte sono riconosciuti come siti Unesco ma che tutto il mondo ci invidia”.
“E’ necessario che l’Assessorato Regionale all’Ambiente – spiegano i deputati M5S – invii la documentazione agli uffici competenti nazionali e sarà cura del Ministro chiudere tale percorso nel più breve tempo possibile. Da parte nostra ci impegneremo a fare sempre da ponte e seguire l’iter istitutivo fino al suo compimento – concludono Campo e Pasqua – non si perda più tempo”.
