E’ arrivato al Comune di Siracusa il provvedimento del Tribunale dei minori di Catania che revoca l’affidamento ai servizi sociali del Comune aretuseo dei 15 minori stranieri non accompagnati a bordo della Sea Watch.
Dopo una lunga odissea nel Siracusano, questa mattina lo sbarco a Catania tra commozione e applausi.
Una volta scesi dalla i 15 minorenni non accompagnati sbarcati saranno tradotti in una struttura per la loro accoglienza a Catania che aderisce al Fondo asilo migrazione e integrazione (Fami) del ministero dell’Interno.
Ieri sera erano stati emessi dal Tribunale per i minorenni di Catania, presieduto da Maria Francesca Pricoco, su ricorso della Procura minorile etnea, “provvedimenti di nomina di tutore per ciascuno dei minori presenti sulla nave umanitaria”. Per loro, affidati ai Servizi sociali del Comune di Siracusa, sarebbe stato previsto poi il rientro nel capoluogo aretuseo. Il tutto ribaltato oggi dopo lo sbarco.
I maggiorenni, tutti uomini, saranno trasferiti, all’hotspot di Messina.
“Verrà il tempo di esaminare con calma tutta la vicenda, di studiare tutti i documenti ed eventualmente di assumere iniziative per ristabilire la verità dei fatti dopo giorni di menzogne e di accuse infondate, spesso provenienti dal governo. – commentano le associazioni che in questi giorni hanno lottato e manifestato solidarietà ai migranti – In questo momento ci sentiamo soltanto di ringraziare Sea Watch per lo straordinario lavoro svolto e per l’amore con il quale l’equipaggio si è preso cura di queste persone, augurando loro di tornare prestissimo in mare per svolgere la sua attività umanitaria nel Mediterraneo Centrale. Abbiamo sofferto insieme a loro, ci siamo commossi insieme a loro oggi quando li abbiamo visti sbarcare, adesso gli auguriamo un futuro sereno. Quanto a noi, abbiamo portato avanti una battaglia giusta, ne siamo profondamente convinti e orgogliosi. Abbiamo difeso persone e diritti. Abbiamo difeso la Costituzione e i suoi valori. Continuiamo oggi, come ieri, a lavorare per rispondere (o almeno provarci) a chi ha bisogno, qualunque sia il suo paese di origine.”
