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Siracusa, dipendenti ex Provincia allo stremo: occupata in via permanente la sede di via Roma

Siracusa, dipendenti ex Provincia allo stremo: occupata in via permanente la sede di via Roma

Non ce la fanno più e da questa mattina hanno deciso di occupare in via permanente la sede centrale di via Roma, in Ortigia. Sono i dipendenti della ex Provincia di Siracusa, il cui calvario è iniziato almeno 4 anni fa con ritardi importanti nell’erogazione degli stipendi, poi recuperati in parte, e di nuovo accumulati. 
Sulla loro pelle e su quella delle loro famiglie si consumano le decisioni prese sulla cancellazione degli enti. Non riescono a vedere spiragli positivi in una situazione che diventa ogni giorno più difficile, che l’anno scorso ha portato il commissario, Carmela Floreno alla prima dichiarazione di default, alla quale ne potrebbe seguire una seconda. Ma alla difficile situazione economica si unisce anche la frustrazione di non poter, sempre per mancanza di risorse economiche,  erogare servizi alla comunità, dalla manutenzione delle strade ai riscaldamenti nelle scuole solo per citarne alcuni. A questo proposito i capi servizio hanno deciso di rassegnare le dimissioni dal loro incarico, impossibilitati come sono a poter svolgere la loro funzione.
Sit in provincia 0
Da qui la decisione presa autonomamente di chiudere da questa mattina tutti i plessi e di riunirsi in assemblea permanente nell’aula consiliare, pensando anche ad organizzare dei turni h24 per presidiare il posto di lavoro. 

“Andremo avanti senza soluzione di continuità – ci hanno detto – la misura ormai è colma da un pezzo”.

Sul banco degli imputati il Governo regionale con il tristemente famoso prelievo forzoso e la politica regionale definita “assente, evanescente e brava solo con i proclami”.

“Questo Governo regionale – commenta Vincenzo Vinciullo che esprime solidarietà ai lavoratori – sta dimostrando di essere assolutamente inadeguato al ruolo a cui è stato chiamato dai cittadini ed è la prima volta nella storia del Parlamento Siciliano che, pur avendo una dotazione finanziaria così importante, quasi 230 milioni di euro, non si riescono a far giungere queste risorse ai lavoratori”.

Sulla vicenda interviene anche : “Nessuno pensi di fare del dramma dei lavoratori diretti e indiretti della provincia una ennesima strumentalizzazione politica. Eliminare, o almeno sospendere per alcuni anni, il prelievo forzoso rimane una delle strade principali che il governo nazionale precedente e quello attuale non ha inteso percorrere. Il Governo regionale non riesce ad uscire dalla logica degli annunzi incapace di sbloccare le risorse già esistenti e previste. Chiediamo al Presidente della Regione Musumeci di assumere ora e subito i provvedimenti e gli atti necessari per consentire il pagamento degli stipendi e delle risorse minime per garantire i servizi essenziali”.