Udienza preliminare questa mattina al tribunale di Siracusa per Francesco Ferrari, il poliziotto indagato della morte della moglie, la sottufficiale dei carabinieri Licia Gioia, avvenuta il 28 febbraio del 2017 nella villetta della coppia in contrada Isola.
A presiedere il giudice Luisa Intini. L’udienza, che si è svolta a porte chiuse, ha visto la costituzione di parte civile dei genitori di Licia Gioia, presenti in aula, e della Rete centri antiviolenza.
Il difensore di Ferrrari, Stefano Rametta ha confermato la richiesta di rito abbreviato da parte del suo assistito. Depositata, inoltre, la consulenza del prof. Orazio Cascio, consulente di Ferrari che, per quello che è dato sapere, metterebbe in discussione diversi elementi contenuti nelle consulenze di parte dell’accusa, stilate dai medici, Bulla e Lombardi.
Da qui la decisione del gup di prendere tempo per decidere se ricorrere o meno ad una nuova consulenza per esaminare tutte le consulenze depositate. L’udienza è stata aggiornata al 4 aprile alle 12 e anche in quell’occasione sarà a porte chiuse.
L’accusa, a novembre scorso, ha notificato al marito di Licia Gioia, un avviso di conclusione indagini per omicidio volontario che sarebbe avvenuto al culmine di un lite tra i due coniugi. A questa tesi si contrappone quella sostenuta da Ferrari, secondo il quale la moglie si sarebbe suicidata e che a nulla sarebbero valsi i suoi tentativi di dissuaderla da compiere il gesto estremo.
