Una lunga conferenza stampa di spiegazioni e di accuse contro una parte del Consiglio Comunale, è stata tenuta questa mattina, a Palazzo Vermexio, dal sindaco Francesco Italia, dall’assessore all’Ambiente, Pierpaolo Coppa, e dall’assessore al Bilancio, Antonio Lo Iacono.
Utilizzata l’Aula consiliare come mezzo di diffusione delle fake news al fine di fare campagna elettorale e raccogliere consensi
Queste le dure parole del sindaco che mostra chiusura contro coloro che, a suo dire, irresponsabilmente, non avrebbero preso in considerazione la proposta della Giunta comunale sulla Tari, la tassa sui rifiuti.
In estrema sintesi, la Giunta comunale chiedeva l’aumento della Tari nel Comune di Siracusa di 1,7 milioni da distribuire su circa 45 mila utenze. La proposta è arrivata in Consiglio comunale sabato sera, durante una seduta fiume che, alla fine, ha visto bocciare la richiesta della Giunta.
Dentro quei costi c’è il risultato di un buon servizio, e quindi abbiamo perso un’occasione – spiega l’assessore Coppa.
Da questa affermazione si può arrivare alla conseguenza della votazione di sabato: il taglio dei servizi. E pare che non ci sia nessun’altra soluzione, perché dall’altra parte c’è un danno erariale da evitare.
Quindi ragionando, se il servizio costa 27 milioni di euro, ma il Comune paga solo per 26 milioni per averlo, è necessario ridurre le prestazioni di un milione di euro. Eppure l’aumento non avrebbe inferito così tanto, spiega Italia.
Dal 2012 al 2014 la Tari costava 32 milioni e 700 mila euro, per poi scendere negli anni ed arrivare nel 2018 a 26 milioni – spiega Italia.
Questo aumento avrebbe sicuramente alzato in parte la tassa e quindi avrebbe assottigliato il risparmio negli anni, però sarebbe stato un ‘investimento’ sulla qualità del servizio, secondo gli esponenti della Giunta.
Altro tasto dolente è l’evasione fiscale
Dal 2004 al 2014 – ha detto l’assessore Lo Iacono – l’evasione dei tributi ha toccato la cifra di 400 milioni di euro. Per combatterla il Comune è capofila di un progetto della fondazione Ifel dell’Anci che risale a chi non paga incrociando le informazioni di 50 banche dati
Ma non finisce qui il problema. La partita non si gioca solo sul punto di vista tecnico, ma anche politico. A votare no, o astenersi, anche consiglieri vicini al sindaco Italia. Ma su questo lui taglia corto e alle domande dei giornalisti risponde:
Ci sta, era un provvedimento impopolare, ma la mia politica è di responsabilità e non di ricerca consensi
Intanto dal movimento cinque stelle, i consiglieri Moena Scala, Francesco Burgio e Chiara Ficara gridano all’emergenza sanitaria a causa dei rifiuti abbandonati in strada e chiedono al sindaco di interpellare il Prefetto al fine di chiedere l’intervento dell’esercito.
