All’istituzione del Parco archeologico della Neapolis da parte del Presidente della Regione deve ora seguire una seria riflessione sugli aspetti gestionali e organizzativi. Questo il pensiero di Marika Cirone Di Marco, già deputata regionale.
“Vi sono almeno due interrogativi che si pongono con immediatezza – scrive Di Marco – come conciliare la rimodulazione organizzativa del Dipartimento regionale dei Beni Culturali con le esigenze di un Parco di simili dimensioni e di tale complessità e come individuare la figura del Direttore del Parco rispondente alle necessità di una fase iniziale d’impostazione che sappia prefigurarne la strategia . Le due unità operative previste per garantire la funzionalità del Parco – afferma – sono assolutamente insufficienti sia rispetto alla vastità e complessità del territorio incluso da Neapolis a Casmene , sia rispetto alla gestione dei siti dipendenti (Museo Paolo Orsi, Tapsos, Pantalica, Akrai, Museo di Palazzolo Acreide ). Sulla figura del direttore – agiunge – si e’ concentrata l’attenzione di tanti ,quasi dovesse avere funzioni taumaturgiche in ragione di un contesto operativo di organico carente per numeri e competenze. Il presidente – conclude Di Marco – si faccia guidare dal buon senso e compia scelte che diano gambe e sostanza al grande ridisegno dei nostri Beni Culturali , per evitare che la sfida lanciata ritorni indietro come un boomerang”.
