Si è presentata davanti al Tar di Catania Natura Sicula, e il Coordinamento Punta Izzo Possibile, lo scorso giovedì, per l’annullamento parziale del decreto regionale di approvazione del Piano Paesaggistico di Siracusa.
Natura Sicula, tramite il ricorso presentato, contesta la legittimità di alcune norme di attuazione del Piano paesaggistico, e in particolare: l’introduzione di una deroga generale e arbitraria ai vincoli paesaggistici in favore delle opere militari; la scelta di consentire la realizzazione di lidi, chioschi, ristoranti e depositi stagionali in aree costiere, naturalistiche e archeologiche soggette al livello di tutela 3 (il massimo); la previsione della possibilità d’istallare pontili galleggianti per l’ormeggio delle imbarcazioni in zone facenti parte dell’Area Marina Protetta del Plemmirio.
Tra i beni interessati dalle prescrizioni del Piano impugnate, si annoverano, da Augusta a Siracusa: Capo Campolato, Capo Santa Croce, Punta Izzo, parte del Parco dell’Hangar, San Cusumano e Cava Sorciaro limitrofi al Sito d’importanza comunitaria dei Monti Climiti, l’isolotto di Ognina e la costa meridionale del fiordo di Ognina, Punta Asparano, Punta del Cane, una porzione dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, la spiaggia della Pizzuta o la spiaggia a nord dell’antica città greca di Eloro, contenente le rovine del Tempio dedicato a Demetra.
Adesso bisognerà attendere la sentenza del giudice.
