“E’ una decisione amara ma necessaria per l’affermazione della verità sulla sua morte. Emanuele può oggi raccontarci qualcosa in più grazie all’ausilio delle moderne tecnologie scientifiche”.
Così Carlo Garozzo, Presidente Associazione “Giustizia per Lele” commenta la notizia della riesumazione della salma di Lele Scieri, disposta dalla Procura di Pisa.
“Sono trascorsi venti lunghi anni da quel giorno, il 13 agosto 1999 quando ai piedi di una torretta posta all’interno della caserma gamerra di Pisa, Emanuele Scieri perse drammaticamente la vita. Abbiamo sin dal primo momento richiesto la verità e urlato giustizia per la sua morte. Emanuele – afferma Garozzo -venne ucciso nel modo più ignobile possibile, vittima di atti violenti cagionati da mani giovani e stupide rispondenti a logiche becere e non da povero suicida come si provò ad inscenare e sostenere richiamando tesi assurde e denigratorie. Un giovane ragazzo chiamato a svolgere il suo dovere ovvero quello di servire lo Stato e da quello Stato abbandonato e umiliato per troppi e lunghi anni. Riesumare il corpo di Emanuele – aggiunge – è quanto di più doloroso si possa oggi immaginare, per noi e soprattutto per la famiglia Scieri, ma è l’ultimo sacrifico che chiediamo al nostro caro amico auspicando che possa ancora raccontare cosa realmente accadde quella dannata notte di agosto all’interno di quella caserma consentendo di aggiungere un ulteriore tassello verso l’affermazione del diritto alla verità e giustizia”.
