Non sarà presente il Prefetto, Luigi Pizzi, al tavolo tecnico sulla questione dei subappalti nella zona industriale.
“Scelta pericolosa per i diritti dei lavoratori” – commenta La Sinistra Siracusa, che annuncia una raccolta firme, domenica, in Piazza Santa Lucia, insieme alla Cgil, per chiedere la revoca dell’ordinanza del prefetto, perché sia consentito a tutti i lavoratori di manifestare liberamente il proprio dissenso.
“Il signor prefetto, invece di occuparsi della libertà di impresa e di precettare gli scioperi della zona industriale, dovrebbe impegnarsi per tutelare la sicurezza dei lavoratori che ormai vedono sulla loro pelle gli effetti della concorrenza a ribasso sugli appalti. – si legge in una nota – In primis dovrebbe farlo partecipando direttamente ai tavoli tecnici da cui ha già dichiarato di volersi assentare.
“La continua diminuzione nei prezzi delle commesse è stata solo garantita da un minore investimento in sicurezza e diritti sul lavoro. – spiega La Sinistra – Questa deve essere la priorità assoluta per tutte le istituzioni territoriali.”
“Non possiamo più permettere che i costi vengano pagati solo da chi lavora. – conclude La Sinistra – Così come non possiamo permettere che i lavoratori vengano privati dei propri strumenti di lotta, come avvenuto con l’ordinanza liberticida con cui il Prefetto ha precettato tutti gli scioperi nella zona industriale”.
D’accordo sulla revoca dell’ordinanza anche Articolo Uno. “Il dibattito che si è sviluppato sull’ordinanza del Prefetto rischia di diventare surreale. Non è in discussione infatti il diritto-dovere del Prefetto di tutelare la sicurezza e l’ordine pubblico ma di farlo rispettando il principio costituzionale a poter esercitare il diritto a protestare e manifestare” – così esordiscono Pippo Zappulla e Antonino Landro segretario regionale e provinciale di Articolouno.
“Quando si scrive in una ordinanza che è vietato scioperare nelle adiacenze delle portinerie d’ingresso agli stabilimenti industriali, fino ad affermare che sono vietato gli assembramenti, – affermano Zappulla e Landro – non si tutela la sicurezza degli impianti e della viabilità ma si lede il principio fondamentale della possibilità e libertà a protestare e scioperare.”
