Scontri e colpi di scena sulla vicenda della realizzazione del nuovo ospedale di Siracusa. A rilevarli e Salvio Baio componente della Direzione provinciale del Partito Democratico.
“Cominciamo – scrive Baio in una nota – dalla “guerra stellare” Cinque Stelle contro Cinque Stelle, rappresentati da una parte da Moena Scala – che, giustamente, difende la sovranità del Consiglio comunale, di cui è presidente, sulla individuazione dell’area su cui costruire il nuovo ospedale- e dall’altra dal deputato regionale Zito, il quale ritiene invece che tale scelta debba essere discussa dalla Commissione regionale Sanità che si è riunita ieri presso la sede dell’Asp.
L’onorevole Zito – commenta l’esponente del Pd siracusano – da qualche tempo ha scoperto il tema dell’ospedale di secondo livello, ma, come al solito, parla senza indicare la procedura attraverso cui ottenere tale riconoscimento. Al deputato Zito – continua – bisogna ricordare che la Commissione Sanità, che ieri era a Siracusa, è la stessa che nell’estate scorsa ha approvato il piano della rete ospedaliera siciliana, non riconoscendo all’ospedale di Siracusa i requisiti di struttura di secondo livello. I Cinque Stelle votarono contro quel piano, lamentando che sarebbe stato fonte di sprechi, ma – punta l’indice Baio – non dissero una sola parola, per rivendicare l’inserimento del nosocomio siracusano fra i Dea di secondo livello.
Ma ecco il colpo di teatro: la Giunta Musumeci sarebbe disponibile ad adottare, o addirittura l’avrebbe già adottato, un atto di indirizzo col quale si impegnerebbe a classificare come ospedale di secondo livello il nuovo nosocomio, che, bene che vada, vedrà la luce fra 15 anni. Solo chi non conosce le procedure previste dalla normativa vigente per classificare gli ospedali, può credere a simili frottole che emanano un odore acre di demagogia e populismo.
Piuttosto che propalare promesse di marinaio – conclude Baio – si intervenga rapidamente per alleviare le difficoltà degli ospedali esistenti, aumentando i medici e riaprendo le strutture chiuse per mancanza di personale”.
