Continuano le polemiche sul progetto di Arpa e regione siciliana che vede l’acquisto di “Nasi” elettronici per testare la qualità dell’aria per una cifra di 350mila euro.
Critico il presidente dell’Organizzazione siciliana ambientale Fabio La Ferla: “Questi campionatori – dice La Ferla – andrebbero a misurare la quantità di sostanze, ma il loro funzionamento è tutto da scoprire. Hanno approvato alla Regione Sicilia più di 350 mila euro e così potremmo essere sicuri se c’è puzza nell’aria- dice sarcastico Fabio La Ferla- e soprattutto tramite un applicatore web potremmo segnalare da dove arriva la puzza o l’eventuale sostanza tossica. Siete stati geniali, ma mi chiedo : ‘ma la raffineria non è piena di analizzatori di gas? A mio avviso sono solo dei palliativi puri. C’è bisogno di competenza, l’inquinamento è una cosa seria”.
Quello che occorre, dice La Ferla, è fare prevenzione: “Il territorio deve essere bonificato – ribadisce Fabio La Ferla – I 350 mila euro stanziati dalla Regione per l’acquisto dei nasometri potrebbero essere troppi. Sì, sono d’accordo con questa iniziativa – puntualizza Fabio La Ferla- che tutto sommato è un passo in avanti fatto dalle amministrazioni comunali (promotore dell’iniziativa il sindaco di Priolo) e, da presidente dell’Organizzazione Siciliana Ambientale, ne apprezzo il gesto, ma non dobbiamo pensare solo a soluzioni palliative. Bisogna, invece, andare a monte, programmando le bonifiche e tutelando l’ambiente. Per questo, occorre cercare di evitare le emissioni”.
