Si schiera a sostegno della famiglia Formosa Pietro Crisafulli, presidente dell’associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus, e padre di Mimmo Crisafulli, scomparso a seguito di un terribile incidente consumatosi tra via Sacco e via De Logu, nel quartiere di Barriera, a Catania, il 6 marzo del 2017.
Sul caso di Renzo Formosa, a breve il giudice ha respinto la richiesta di patteggiamento avanzata dall’indagato, dando il via al processo.
“Ho seguito la vicenda in prima persona, a nome del ruolo associativo che ricopro. – dice Crisafulli – Sono spesso in contatto con la mamma di Renzo. La giustizia non è uguale per tutti. Sono contento dell’esistenza di giudici siciliani che riconoscono l’omicidio stradale. Non si può patteggiare con la vita. Nel caso di mio figlio, purtroppo, si sono fermati alla prima richiesta di patteggiamento, accordando una scandalosa condanna a 5 mesi e dieci giorni con la condizionale e la non menzione per l’assassina. Ritengo che questi soggetti debbano andare in carcere. I carnefici sono sempre liberi e nessuno di loro paga per quanto commesso. Bisogna processarli, urleremo giustizia finché avremo voce in gola”.
“Plauso al coraggio del giudice Liborio Mazziotta che, a differenza di altri giudici, ha ritenuto di approfondire il caso e non concedere un facile patteggiamento come invece è successo nel processo per l’omicidio di Mimmo Crisafulli – afferma il presidente dell’A.I.F.V.S. Onlus, Alberto Pallotti -. Questo dimostra che tali gravi casi, soprattutto quando è ipotizzato un concorso di colpa di una vittima che non può difendersi, devono essere tolti dalla discrezione di un giudice. Il processo va celebrato, il patteggiamento è stato abusato in molti casi. Abbiamo proposto, assieme alla famiglia Crisafulli, un ricorso presso la suprema corte di Cassazione perché dichiari illegittimo il patteggiamento in caso di concorso di colpa. L’udienza ci sarà nel 2020”.
