Scaduta giorno 30 settembre la validità dell’ordinanza, a firma dell’ex Prefetto, Luigi Pizzi, che vietava i blocchi davanti le portinerie di Isab, Lukoil, Sonatrach, Sasol e Versalis, come forza di protesta. L’ordinanza, emessa lo scorso maggio, ha fatto discutere e suscitare proteste in piazza.
I motivi dell’ordinanza erano molteplici. In primis si tirava in ballo la sicurezza degli impianti, che richiedono costante manutenzione. Poi, secondo il prefetto, i blocchi avrebbero contrastato la libertà di svolgimento del lavoro per gli altri dipendenti, andrebbero a creare problemi di ordine pubblico, e “contrastano – si legge nel provvedimento – il diritto alla libertà d’impresa”. Da subito, i sindacati si sono mostrati contrari perchè quel provvedimento avrebbe limitato il diritto di sciopero dei lavoratori. Non solo.
Allora nacque lo scandalo anche di uno scambio di lettere tra l’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, un ambasciatore della Russia e la Prefettura. Adesso il tutto però potrebbe essere solo un ricordo. L’ordinanza, infatti, aveva valore fino al 30 settembre e, ad oggi, nessuna comunicazione è arrivata da parte della Prefettura.
Intanto la vicenda è approdata ieri sera su Italia Uno, al programma Le iene. Interpellato dal programma tv, l’ex Prefetto Pizzi non ha fornito nessuna spiegazione, così come non lo ha fatto Matteo Salvini.
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