conferenza stampa

Siracusa, scioglimento Consiglio comunale: Italia “Dispiaciuto, ma vado avanti: la città ha bisogno di essere amministrata”

Siracusa, scioglimento Consiglio comunale: Italia "Dispiaciuto, ma vado avanti: la città ha bisogno di essere amministrata"

Il giorno dopo l’ultimo atto del Consiglio comunale, ormai avviato tristemente verso lo scioglimento (manca solo l’atto formale della firma del decreto da parte dell’assessore alle Autonomie locali, Bernadette Grasso), il sindaco di Siracusa, con a fianco la sua giunta, ha detto la sua su quanto accaduto e su quello che sarà di questa amministrazione.

“Sono dispiaciuto per quanto accaduto – ha esordito – ma questo è frutto dell’ostruzionismo fine a se stesso, strumentale, messo in atto più volte durante questa consiliatura, un ostruzionismo che va ben al di là della democrazia. Chi ha votato “no” a questo bilancio ( che non è un atto politico) – ha proseguito – ha detto “no” ad interventi importanti per la città. A questo strumento erano, infatti collegati richieste di mutui ed investimenti per milioni di euro per ottenere i quali adesso, dopo l’approvazione da parte del commissario regionale, gli uffici dovranno correre”.

Riguardo poi l’operato dei consiglieri dell’opposizione in aula, Italia non usa mezzi termini: “Hanno sbagliato, facendo male i conti. Sin dalla mia elezione avevano i numeri per sfiduciare il sindaco, visto che erano 23 contro i 9 che mi appoggiavano. Sarebbe stato facile e invece non lo hanno fatto. Con il “no” al Consuntivo – aggiunge – questo Consiglio ha finito per sfiduciare se stesso. E l’approvazione del Bilancio consuntivo in mezza mattinata da parte del commissario dimostra che non c’era nulla di irregolare”.

Sul capitolo dimissioni, il primo cittadino è categorico: “Non mi dimetto. Continueremo ad amministrare, lavorando a testa bassa ed intensificheremo i colloqui on i consiglieri comunali, allargando i colloqui anche a quelle altre forze politiche che vorranno farlo. Non abbiamo intenzione – chiarisce ulteriormente – chiuderci in un castello inaccessibile, ma continueremo nell’atteggiamento di apertura che ho cercato di mettere in atto sin dall’inizio nell’intento di pacificare questa città”