Saranno sentiti nuovamente in aula i due consulenti del Gup sul caso della morte del sottufficiale dei Carabinieri Licia Gioia, avvenuta la notte del 28 febbraio del 2017 nella villetta di contrada Isola, dove la donna viveva insieme al marito, il poliziotto Francesco Ferrari.
Quest’ultimo è indagato per omicidio volontario, ma sin dall’inizio ha dichiarato che sarebbe stata la moglie, in preda ad una crisi nervosa, a togliersi la vita e di essere intervenuto solo per cercare di disarmarla. Una tesi questa riscontrata nella perizia dei due consulenti del Giudice delle udienze preliminari, dove, come anticipato da Siracusapost, si legge testualmente: “Tutti gli elementi oggettivi avuti nella disponibilità e vagliati con il rigorismo obiettivo che il metodo medico legale impone, consentono, al di là di ogni ragionevole dubbio di inquadrare la morte di Gioia Licia Silvia in una configurazione suicidiaria, non risultando possibili altre ipotesi alternative, fondatamente prospettabili”.
Il perito di balistica Felice Nunziata e il medico legale Cataldo Raffino, questa volta, saranno sentiti in particolare, su un aspetto: la provenienza delle micro gocce di sangue rilevate nel palmo della mano destra di Licia Gioia.
Nell’udienza di ieri, lunga circa 5 ore e carica di tensione, è stata la volta dei consulenti dell’accusa, rappresentata dal Pm, Gaetano Bono, vale a dire il prof. Averna e Di Forti e dei consulenti della famiglia di Licia Gioia, Conte e Bulla.
Da Averna e Forti si è registrato il passo indietro sulla questione del “colpo di rimbalzo” sul quale i due consulenti hanno ammesso l’errore. Così come avevano nella precedente udienza illustrato i consulenti del gup, Palmeri. Un passo indietro che fa il paio con quello già fatto dal medico legale, Coco sulla distanza da cui è stato esploso il colpo mortale ( non da 25-40 centimetri, ma a contatto).
Per chiarire ulteriormente l’aspetto delle micro gocce di sangue nella mano destra della sottufficiale dei Carabinieri, il Pm ha chiesto che fossero risentiti i due consulenti, Nunziata e Raffino, e il Gup ha fissato, pertanto la nuova udienza al 15 gennaio 2020.
