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Siracusa, settore pesca in crisi: Galioto “Fare ripartire i mercati”

Siracusa, settore pesca in crisi: Galioto "Fare ripartire i mercati"

Tra i settori che più stanno risentendo della crisi da Coronavirus c’è anche quello della pesca. A dirlo è Ugl Sicilia, annunciando che sono oltre 200 le barche ferme ed equipaggi a terra, per un totale di circa 450 operatori che hanno dovuto fare i conti, soprattutto, con la chiusura dei mercati al dettaglio ed un vistoso calo delle vendite in numerose attività commerciai.

“Seppur annoverato tra i beni di prima necessità, il pesce è stato tra quelli meno commercializzati e, di conseguenza, gran parte degli armatori e pescatori professionisti hanno preferito e continuano a privilegiare la scelta di rimanere a terra, per evitare che i costi diventino superiori ai ricavi e che i prodotti ittici restino invenduti. Intanto – piega il segretario territoriale della Ugl Antonio Galioto – nei giorni scorsi con il segretario Ugl Sicilia, Giuseppe Messina, abbiamo salutato con favore l’approvazione da parte della Giunta regionale di un articolo che, nella Legge di stabilità 2020, sostiene il fondo di solidarietà della pesca e dell’acquacoltura con 10 milioni di euro. Risultato che arriva a seguito di precise richieste avanzate per primi dall’Ugl, con il segretario Messina, al Governo Musumeci per salvare il settore e riprendere la pesca. Si tratta di un primo passo per aiutare la filiera, che coinvolge anche numerose ditte titolari di licenza per pescaturismo il cui segmento di mercato è del tutto fermo. Per questo con il nostro segretario regionale auspichiamo che, adesso, l’Assemblea regionale siciliana, da sempre particolarmente vicina al mondo della pesca, dia l’ok senza indugio alla norma e, di pari passo, ci auguriamo venga convocata presto l’apposita Commissione consultiva regionale per la definizione delle modalità di erogazione di questi aiuti economici alle imprese ed alle cooperative. Per quanto concerne l’area del nostro territorio siracusano , come Ugl chiediamo alle amministrazioni dei Comuni dove si trovano mercati per la vendita del pesce di individuare le iniziative più opportune, ed in tutta sicurezza, per far ripartire la vendita e ridare così una boccata d’ossigeno a tante famiglie che attendono di poter tornare a lavorare”.