la dichiarazione

Ospedali di Siracusa e Avola, le lettere allarmate dei medici: Alosi (Cgil) “Avevamo denunciato agli inizi di marzo”

Ospedali di Siracusa e Avola, le lettere allarmate dei medici: Alosi (Cgil) "Avevamo denunciato agli inizi di marzo"

“Non ci sono parole per commentare le due lettere che portano la firma rispettivamente dei medici dell’ospedale Di Maria di Avola e del Covid team di Siracusa con cui si denunciano la ancora esistente promiscuità tra pazienti normali e quelli da Coronavirus”.
Così commenta il segretario generale della Cgil di Siracusa, Roberto Alosi: “Oggi si paga, in termini di sicurezza della salute, il prezzo dei ritardi con cui sono stati adottati accorgimenti anticontagio; accorgimenti che peraltro avrebbero bisogno di ulteriori migliorie, per quanto riguarda L’Umberto I dove – stando a quanto riportato dal Covid team – ci sarebbero alcune aree promiscue, mentre al Di Maria non è finora stata effettuata alcuna separazione dei locali da dedicare ai contagiati o sospetti contagi. Eppure sarebbe bastata un po’ di umiltà da parte dell’Asp nel riconoscere le proprie difficoltà, non contemplando minimamente di potersi rivolgere a chi ha decennale esperienza in tema di emergenza, come Emergency. E in una fase come quella che viviamo oggi – prosegue Alosi – si fa particolarmente fatica sentire l’On. Prestigiacomo che inveisce contro le condizioni dell’ospedale Umberto I: ma lei, nei 20 anni in cui è stata al Parlamento, cosa ha fatto per la sua città?”