Seconda indagine, portata avanti dal Comitato Piccola Industria di Confindustria Siracusa, per valutare l’impatto che l’emergenza sanitaria Covid 19 ha avuto tra le PMI associate a Confindustria Siracusa nel mese di aprile. All’indagine hanno partecipato un campione rappresentativo di aziende delle diverse categorie merceologiche.
“I risultati di questa seconda indagine – dice il Presidente Bongiovanni – confermano i dati già registrati a marzo, mettendo ancor più in evidenza lo stato di difficoltà in cui versano le imprese. I risultati, in sintesi, hanno evidenziato una riduzione della produttività in tutti i settori, con maggiori contrazioni soprattutto nel settore turistico, edile e in parte metalmeccanico, mentre ha resistito meglio il comparto del terziario innovativo. Massiccio è stato l’utilizzo della cassa integrazione e, per chi è rimasto a lavoro, l’utilizzo della modalità dello smart working, uno degli elementi positivi di questa crisi, in quanto ha permesso a molte aziende di testare questa modalità di lavoro che ha dato riscontri positivi, in alcuni casi si è anche registrato un incremento della produttività. Altro elemento positivo è stata la capacità delle aziende, a prescindere dalle dimensioni, di adeguarsi ai protocolli di sicurezza”.
“Dai dati dell’indagine, ma soprattutto dai suggerimenti delle aziende – continua Bongiovanni – emerge in maniera chiara che gli interventi economici previsti dal Governo, alla data attuale, non soddisfano le esigenze e le aspettative delle imprese che chiedono, per affrontare questa emergenza, una disponibilità di liquidità immediata realizzabile solo con il differimento del pagamento di oneri previdenziali e tasse che dovrebbero essere rimborsati non certamente in pochi mesi”.
“Ciò che emerge infine con forza è la necessità di sbloccare gli investimenti pubblici e privati, anche in deroga alle regole vigenti, che consentano velocemente la ripartenza dei cantieri”.
A fine maggio l’indagine verrà riproposta per avere un quadro aggiornato della situazione.
