“Apprendiamo con soddisfazione la notizia sulla conclusione delle indagini da parte della Procura Militare sulla morte di Emanuele Scieri”.
A dirlo è l’Associazione Giustizia per Lele: “Qualcosa sta cambiando e come associazione non possiamo che valutare positivamente tutto questo. Si è finalmente compreso che Emanuele è stato vittima di un brutale atto di violenza le cui responsabilità dovranno essere debitamente accertate. Noi pretendiamo solo la verità”.
Per chi lotta da venti anni per Emanuele è lecito porsi delle domande, degli interrogativi legati ai recenti sviluppi giudiziari.
“Il corpo di Emanuele Scieri venne ritrovato dopo tre giorni all’interno della caserma. – si legge in una nota – Questo non è un particolare da poco, non è un dettaglio se lo si legge unitamente alla intenzionalità dell’evento che vedrebbe tre ex caporali imputati per omicidio volontario. Se dei militari hanno causato la morte di Emanuele e hanno lasciato il corpo di Emanuele ai piedi di una torretta è del tutto paradossale immaginare che nessun altro fosse a conoscenza dell’accaduto, perché se così fosse non saremmo in presenza di una caserma ma di tutt’altro. Sulla morte di Emanuele esistono inevitabilmente “altre e alte” responsabilità, confinate e non all’interno di quella caserma, che dovrebbero ricevere pari attenzione da parte degli organi inquirenti. – conclude la nota – Noi continueremo a lottare per Emanuele Scieri e per l’affermazione della verità e della giustizia”
Sulla vicenda interviene anche Italia Viva Siracusa: “La notizia della chiusura delle indagini da parte della Procura Militare di Roma, solitamente preludio del rinvio a giudizio verso i sospettati, è una di quelle novità che donano un po’ di speranza alla famiglia e agli amici di Emanuele Scieri, in attesa di giustizia ormai da troppo tempo”. A dichiararlo è Tiziano Spada, coordinatore provinciale insieme ad Alessandra Furnari di Italia Viva Siracusa, commentando le notizie arrivate dall’inchiesta sulla morte del giovane parà siracusano.
“Sebbene nessuna sentenza potrà mai restituire ai suoi affetti Emanuele Scieri – prosegue Spada – quello della giustizia resta comunque un buon profumo al quale, soprattutto a proposito della vicenda in questione, non eravamo purtroppo più abituati”.
