Indietro non si torna: no al taglio del monte orario dei lavoratori dell’appalto dei servizi di supporto all’amministrazione comunale di Siracusa.
Lo hanno ribadito forte e chiaro i lavoratori e i sindacati, Filcams Cgil, Uiltucs e Fisascat Cisl, in avvio dell’assemblea straordinaria in programma per questa mattina.
I segretari di Filcams Cgil e Uiltucs, Alessandro Vasquez e Anna Floridia, inoltre, vogliono vederci chiaro sul riequilibramento in atto all’interno della Ciclat Bologna, capofila dell’Ati, che starebbe portando all’assegnazione dei servizi sin qui gestiti da Ideal Service a Util Service.
“Questo, se confermato, – dichiara Alessandro Vasquez – vedrebbe i lavoratori che si occupavano di quel servizio, sostituti da altri e costretti ad accedere alla cassa integrazione. In più – conclude – c’è l’intenzione di non firmare, al momento, nessun accordo di casa integrazione o altro ammortizzatore sociale che possa determinare la riduzione dell’orario sin qui svolto”.
“Escluso qualsiasi accordo su ammortizzatori sociali per questi lavoratori – dichira Tersa Pintacorona, segretario Fisascat Cisl Ragusa Siracusa – Per il sindacato, dopo gli ultimi provvedimenti del Governo, ci sono tutte le condizioni per riavviare tutti i servizi e lo ribadiremo già nella riunione fissata per il prossimo 27 maggio con l’amministrazione comunale. Continuiamo a difendere i diritti di queste persone – ha sottolineato il segretario della Fisascat – e dobbiamo farlo in maniera unitaria per renderli ancora più forti in questa vertenza difficile e inaccettabile”.
“Il Sindaco Italia e l’amministrazione intervenga con urgenza assumendosi la responsabilità di accogliere le sacrosante richieste del sindacato” – lo dichiarano Pippo Zappulla e Ninni Gibellino segretario regionale e cittadino di ArticoloUno.
“Con il taglio dei servizi importanti all’anagrafe, stato civile, ufficio immigrazione, politiche sociale, di portierato ed ancora al protocollo dell’Ufficio tributi, Cosap e tassa di soggiorno e altro – aggiungono – si compiono due danni davvero inaccettabili: quello ai lavoratori che vedono ridurre drasticamente le ore di lavoro e insieme alla collettività che deve subire un indebolimento se non cancellazione di servizi utili e necessari”.
