La protesta di Alessandro, il tassista siracusano che alle 6 di questa mattina si è arrampicato sulle antiche mura del Tempio di Apollo, è terminata poco prima delle 16. Il 32enne, questa mattina in assoluta solitudine, disperato per il mancato arrivo sei sussidi promessi dalla Regione, è salito fin su in cima, si è legato con una corda per essere in sicurezza, e ha iniziato la sua lunga giornata, determinato a non scendere fino a quando dalla Regione non fossero arrivate buone notizie, per lui e per i suoi colleghi. Tutti sulla stessa barca: devastati da una crisi post covid che rischia di farli naufragare.
I suoi colleghi non l’hanno lasciato solo: sono rimasti lì in presidio, dandosi continuamente il cambio, perché la battaglia di Alessandro era anche la loro.
A nulla sono valse in mattinata le parole del sindaco Francesco Italia e quelle del Questore, Gabriella Ioppolo, che hanno provato a convincere Alessandro a scendere. Lui, determinato, è rimasto sulle mura dell’antico Tempio ed è sceso solo quando dalla Regione sono arrivate notizie certe sul pagamento dei sussidi entro il 10 luglio.
E così l’autoscala dei Vigili del fuoco si è alzata, lo ha prelevato e lo ha consegnato ai sanitari del 118 per verificare le sue condizioni fisiche. L’abbraccio con mamma Carmela, che è rimasta sotto il tempio di Apollo tutto il giorno, seguendo con gli occhi preoccupati il figlio, è stato il momento più bello di tutta la giornata. In quell’abbraccio si è stemperata tutta la tensione per una situazione che pare essersi risolta, almeno per il momento.
