Sul corpo di Lele Scieri, il parà siracusano trovato morto nella caserma Gamerra di Pisa il 13 agosto del 1999, già all’epoca dell’autopsia erano visibili lesioni incompatibili con la caduta dalla torretta di prosciugamento dei paracadute.
Questo quanto ha pubblicato ieri il “Corriere Fiorentino” facendo riferimento alle 600 pagine della relazione della squadra mobile di Firenze a conclusione delle indagini a carico di cinque indagati: tre caporali accusati di omicidio e 2 ufficiali di favoreggiamento.
Secondo quanto riporta il quotidiano, i tre fori sarebbero stati causati da un corpo contundente con il quale Scieri è sarebbe stato colpito. Le lesioni, stando alla relazione della Squadra Mobile, vennero ignorate e non messe in relazione con una possibile aggressione dal pubblico ministero che conduceva al tempo le indagini alla procura di Pisa.
Sempre secondo quello che scrive il quotidiano, il medico legale sarebbe stato propenso a ritenere che le lesioni fossero incompatibili con la caduta mentre, invece, le indagini dell’epoca, si conclusero con l’ipotesi di suicidio.
La ricostruzione di oggi invece riporta ad un’aggressione subita da parte dei commilitoni: Scieri venne punito per aver usato il telefono cellulare senza permesso.
