Non è rimasto praticamente più nulla del chiosco che un tempo funzionava da bar al Molo Sant’Antonio. La struttura di legno è andata distrutta a causa di un violento incendio che l’ha ridotta in cenere.
Le fiamme hanno in pochi minuti avvolto il chiosco, divorandolo.
Sul posto la Polizia Municipale la Polizia di Stato e i Vigili del Fuoco. Agli inquirenti l’onere di condurre le indagini per appurare se l’origine del rogo è dolosa e, in questo caso, individuare i responsabili.
Una storia lunga quella del chiosco: nel 2008 il Comune aveva stipulato una convenzione con un privato per la gestione della struttura nella quale allocare un info point con annessi servizi igienici. Alla scadenza naturale la convenzione non era stata rinnovata e a novembre 2019 il Comune era rientrato in possesso del manufatto. A gennaio il sopralluogo che aveva attestato lo stato di completo abbandono e degrado della struttura, anche a causa di atti vandalici subiti.
Da qui la decisione di procedere con la sua demolizione attraverso l’approvazione di un atto di indirizzo da parte della giunta comunale il 13 febbraio scorso.
Sull’episodio si registra la dichiarazione dell’assessore alla Legalità, Fabio Granata: “Si tratta di un fatto grave e dalle chiave di lettura inquietante. La giunta, lo scorso mese di febbraio, aveva ordinato la demolizione della struttura, e ripetutamente sia il sindaco Francesco Italia che l’assessore al ramo Maura Fontana avevano sollecitato gli uffici per procedere in questa direzione. Proprio ieri mattina il sindaco aveva dato un fermo ultimatum all’Ufficio Tecnico affinché venisse finalmente attuata la demolizione. Oggi il rogo, in una giornata peraltro caratterizzata dalla presenza in città di molte personalità politiche ed istituzionali. La vicenda merita di essere approfondita; e sia il sindaco Italia che l’assessore Fontana sono a completa disposizione degli organi inquirenti per chiarire ogni dettaglio di questo travagliato iter di demolizione”.
