Da giorni circolava, seppur in maniera ufficiosa, la notizia dell’imminente trasferimento del Seppellimento di Santa Lucia di Caravaggio a seguito della decisione presa da parte del ministro dell’Interno Lamorgese, in rappresentanza del Fec, proprietario dell’opera d’arte.
Questa mattina presto i rumors si sono concretizzati: fuori dalla chiesa di Santa Lucia alla Badia, in piazza Duomo, un gran movimento di forze dell’ordine e operatori. All’interno della chiesa, che ospitava il dipinto dal 2009, in corso le operazioni di imballaggio del dipinto. Poco prima delle 9,30 l’apertura delle porte della chiesa e si è palesato subito il quadro, caricato su un carrello, che sostenuto da una decina di operatori è sceso dalla pedana in legno posta sulla scalinata.
Attorniato dagli uomini della sicurezza ha attraversato piazza Duomo per tutta la sua lunghezza per raggiungere piazza Archimede, dove ad attenderlo c’era un mezzo di grandi dimensioni dove il dipinto è stato caricato e sistemato, con tutte le accortezze del caso. Poi la partenza. L’opera d’arte raggiungerà in prima battuta l’Istituto centrale del restauro a Roma per gli interventi di manutenzione e poi arriverà al Mart di Rovereto per la mostra di ottobre. L’auspicio è che possa rientrare a Siracusa in tempo per la festa di Santa Lucia, ma su questo, al momento, rimane un grande punto interrogativo.
A nulla è valsa la costituzione del Patto Civico per il Caravaggio, la mobilitazione di associazioni e intellettuali guidata dallo strico dell’arte, Paolo Giansiracusa, che hanno fondato le loro ragioni sul valore identitario e di culto dell’opera d’arte. Vittorio Sgarbi, artefice di questa operazione e con cui Giansiracusa ha avuto più di un duro confronto, ha avuto la meglio. “Fu così che andò via. Sta partendo. Intorno all’anno mille portarono via le spoglie. Oggi è la volta dell’icona del Caravaggio. Giorno di lutto per la Sicilia”: commenta sui social Giansiracusa.
