A oltre 4 ore di distanza dalla partenza del Caravaggio da Siracusa, arriva, attraverso il suo ufficio stampa il primo stringato commento dello storico e critico d’arte Vittorio Sgarbi, presidente del Mart di Rovereto, e principale artefice di questa operazione: “Tornerà in perfette condizioni nella sede originaria”. E’ chiaro che Sgarbi fa riferimento all’intervento di manutenzione cui il dipinto sarà sottoposto a Roma, all’Istituto centrale del restauro e al suo successivo ritorno, dopo la mostra di Rovereto, nelle sede di Santa Lucia al Sepolcro, per la quale Merisi aveva dipinto Il seppellimento di Santa Lucia.
A Sgarbi si contrappone Salvo Salerno, rappresentante di Ortigia Sostenibile all’interno del Patto civico per Caravaggio: “Abbiamo provato semmai a far vincere la Città, con le sue Istituzioni e il suo diritto inalienabile di esprimersi sulla valorizzazione del suo Patrimonio storico-artistico, contrari, come siamo, all’idea che due entità, cioè il Fec e il Mart, territorialmente e amministrativamente lontane e avulse da Siracusa, possano concordare tra loro, ciò che fare e come farlo, di questo dipinto dal particolare statuto storico giuridico, sopra la testa di Siracusa, ovvero senza che sia tenuta nel debito conto l’opinione della Città che lo ha generato, partorito e custodito. Nessuno ha vinto, perchè il Seppellimento non va a Rovereto, ma sta semplicemente partendo per l’ISCR di Roma, per la sua manutenzione.
Altra questione – prosegue Salerno – è l’eventuale prosecuzione dell’opera per il Mart di Rovereto. Al riguardo tutti sappiano che il Patto Civico non smobilita, anzi rilancia. Non abbiamo mai cessato di acquisire documentazione con le modalità dell’accesso pubblico e quindi non potremo che procedere di conseguenza, come sempre abbiamo fatto, verificando la coerenza e legittimità degli atti amministrativi posti in essere da tutti gli attori pubblici di questa poco elegante vicenda”.
