La sperimentazione pubblico-privato all’ospedale Trigona di Noto rinfocola la polemica sull’utilizzo del presidio ospedaliero.
Un paio di giorni fa l’audizione in commissione all’Ars chiesta proprio dal Comitato per sollecitare la riapertura del pronto soccorso e il potenziamento dei reparti del Trigona. Richiesta alla quale esponenti dell’Asp e dell’Assessorato alla salute hanno risposto evidenziando la fortissima carenza di medici e infermieri.
Il sindaco Bonfanti difende a spada tratta la sperimentazione pubblico-privato al Trigona: “Chi fa finta di non comprenderne il forte valore aggiunto – dichiara – si prende gioco del popolo netino. Che ben venga tutto il resto, se si dovessero assumere nuovi operatori sanitari. A prova di smentita la mia determinazione nell’ottenere la riapertura, seppure parziale, del Pronto Soccorso e la struttura Covid che ha ben operato.
Tutta da rivedere la politica sanitaria nazionale e quindi anche quella regionale se dovessimo, come auspico, aderire al Mes e ottenere miliardi di euro dall’Europa a destinazione vincolata, solo per la salute delle persone”.
Pronta la replica del presidente del Comitato, Vincenzo Adamo, che, oltre a mettere in dubbio la reale volontà dell’Asp di ricoprire i posti vacanti, ma demolisce “il valore aggiunto” della sperimentazione pubblico-privato: “Questa convenzione – dichiara – sembra favorire una casa di cura e non i cittadini di Noto, non risponde ai dati epidemiologici, non risponde alle liste di attesa e non dà soluzioni alle fughe verso altre Asp, ma crea camere a pagamento al piano terra , prendendo il posto del reparto di ortopedia”
