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La Fillea Cgil di Siracusa etichetta la politica: “E’ incapace, troppe opere al palo”

La Fillea Cgil di Siracusa etichetta la politica: è incapace

Assenza di piani strategici, opere pubbliche eterne incompiute, fallimenti di esperimenti di “res publica”: sono questi gli elementi che il segretario della Fillea Cgil siracusana, Salvo Carnevale, indica come cartine di tornasole dell’incapacità della classe politica di almeno gli ultimi 10 anni. “Possiamo notare solo un dibattito surreale, e senza soluzione di continuità,  tra personalità politiche e partiti, fatto di scambio di accuse e scarica-barile su ogni tema riguardante il potenziale rilancio economico di questa provincia”. Carnevale indica il crollo occupazionale in edilizia (-60%); il fallimento del Libero Consorzio, una volta importantissimo per scuole e strade; la chimera del nuovo ospedale e l’incompiuta della Ragusana così come le opere alla Tonnara, Parcheggio Mazzanti e fognatura Borgata), ma anche il WaterFront ex area Spero. “Queste alcune delle prove della totale incapacità di progettare e immaginare un futuro per Siracusa e a queste bisogna aggiungere l’inefficacia della pubblica amministrazione nello spendere le risorse che provengono dall’Europa. Basti pensare che il Masterplan del Mezzogiorno, risalente al 2017, assegnava oltre 200 milioni di euro a questa provincia e nel segno della continuità nella incapacità di spesa, ne sono stati spesi meno di 30. Fondi che potrebbero sfuggirci e questo sarebbe davvero imperdonabile. E nel frattempo la scuola è iniziata e abbiamo buttato un altro anno per la messa in sicurezza degli edifici. Alla vigilia della grande sfida che impone il Recovery fund sul tema degli investimenti infrastrutturali, del bonus al 110% per l’efficientamento energetico, serve immaginare immediatamente un destino diverso, serve un patto sociale e politico che utilizzi come valore aggiunto l’innovazione, la legalità e i diritti. Esattamente il contrario di tutto quello a cui stiamo assistendo”.