Nuovo sopralluogo del Garante dei detenuti il 25 settembre scorso nella casa circondariale di Cavadonna, a Siracusa.
La visita ha riguardato la cucina del Blocco 50, interessata dalla devastazione della rivolta dei detenuti dello scorso 9 marzo.
“Nel complesso – si legge nella relazione di Giovanni Villari – la preparazione e la qualità del cibo può dirsi discreta, tenuto conto che è stato assaggiato soltanto il primo piatto del giorno, e quindi nulla può dirsi in merito alla qualità del secondo e della frutta. Quanto alla quantità delle portate può invece sollevarsi qualche criticità, infatti i detenuti hanno lamentato la scarsa quantità di ciascuna delle portate. Ma questo problema sarebbe ascrivibile al porzionamento operato da loro stessi”.
Le criticità maggiori sollevate dal Garante riguardano le condizioni igieniche dell’area d’ingresso e dell’area passeggio del blocco 20 (circuito alta sicurezza).
“All’ingresso – prosegue la relazione – visibili macchie di unto a terra e sulle pareti nonché una elevata quantità di guano di uccelli.
Le aree passeggio del blocco sono quattro, tutte in cattive condizioni igienico-sanitarie. In particolare, l’area passeggio numero 1 – prosegue Villari – è stata trovata in condizioni inqualificabili, tali da poterla definire la più sporca tra le 4. L’unico lavello presente non funzionante, lo scarico dei servizi sanitari probabilmente otturato ed il pavimento impantanato d’acqua sporca e guano d’uccello. Sul soffitto, ed in particolare nelle travi nonché nei fari di illuminazione, possono notarsi diversi nidi di piccione, anche in ragione del fatto che le reti presenti a copertura del cortile hanno maglie talmente larghe da permettere il passaggio degli uccelli”.
In ultimo i detenuti, ai quali viene trattenuta quota del denaro per risarcire i danni causati dalla rivolta di marzo, hanno chiesto di essere forniti di beni di prima necessità: “Manca carta igienica, bagno schiuma e shampoo, sapone per indumenti, dentifricio, acqua da bere in bottiglia – conclude la relazione – e i detenuti chiedono inoltre di essere messi a conoscenza dell’entità reale dei danni provocati, nonché delle somme dovute dai singoli al fine di essere consapevoli delle trattenute presenti e future”.
Il problema è stato segnalato alla direzione e al comando della polizia penitenziaria.
