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Siracusa, i sindacati alla politica: subito una rete contro disagio, povertà, disoccupazione

Siracusa, i sindacati alla politica: subito una rete contro disagio, povertà, disoccupazione

“La politica prenda atto che la qualità della vita non si misura soltanto con la bellezza del nostro patrimonio culturale, storico, naturalistico e neppure con la mitezza del clima. Un silenzio assordante di chi amministra e di quella parte della società sempre pronta a intestarsi dure battaglie di principio non serve a nascondere di essere la maglia nera tra le città italiane”. Valeria Tranchina, Vito Polizzi ed Emanuele Sorrentino, rispettivamente segretari generali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Pensionati, commentano così le recenti classifiche che relegano Siracusa al 105° posto tra le città italiane. Tranchina, Polizzi e Sorrentino non si dicono sorpresi dalla posizione in classifica, quanto della totale indifferenza di chi dovrebbe, invece, programmare la città. “Noi non ci aspettavamo altro vista l’assenza totale di servizi e di opportunità di sviluppo – sottolineano ancora i segretari dei Pensionati di Cgil, Cisl e Uil – Ripetiamo manca una visione politica complessiva di questa città, dalle politiche sociali alle sanitarie fino al suo sviluppo economico; si affronta l’emergenza del disagio, dell’esclusione sociale, della povertà, con una progettazione frammentata e spesso superata, senza un lavoro di rete dei servizi sociali, dei servizi sanitari, dei servizi per l’impiego, dell’istruzione e della formazione. Manca l’idea dello spazio fisico urbano che soddisfi le esigenze della comunità per la cura e la salute di tutti i cittadini, con un occhio di riguardo agli anziani, ai disabili e ai non autosufficienti. Manca una pianificazione urbanistica della città che presti attenzione alle esigenze delle persone, con l’attenzione dovuta alla diversità funzionale per garantire mobilità e autonomia possibile, mancano i trasporti pubblici, una illuminazione adeguata, etc. Dopo avere incontrato i rappresentanti del Comune di Siracusa e aver condiviso l’impegno di iniziare un percorso costituendo un tavolo permanente delle politiche sociali per affrontare le vecchie e nuove criticità quotidiane, a partire dalla povertà in aumento, tutto è rimasto fermo pur nella straordinaria emergenza sociale e sanitaria. Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Pensionati chiedono pertanto uno scatto d’orgoglio alla politica e all’Amministrazione locale. Una valutazione attenta e approfondita dai dati contestati alla città e una immediata reazione programmatica. Se così non fosse – concludono Valeria Tranchina, Vito Polizzi ed Emanuele Sorrentino – sarebbe difficile comprendere il senso di Siracusa Città Educativa. Perché purtroppo, tra i parametri usati per innalzare la qualità della vita non bastano un bellissimo, albero di Natale o i chilometri di piste ciclabili. Esprimiamo la nostra preoccupazione rispetto ad un non ascolto, a quella indifferenza al bisogno sociale che non vuole recepire la proposta di un nuovo welfare di comunità, attraverso cui avviare un lavoro di rete improntato alla costruzione della mappatura del bisogno e alla condivisione/ partecipazione tra le istituzioni, le parti sociali e le diverse realtà del Terzo Settore di una analisi ed immediata progettazione che faccia fronte ai diversi bisogni sociali, sanitari, del lavoro, della casa. Riteniamo occorra costruire, subito, quella infrastruttura sociale adeguata ai mutati bisogni della comunità siracusana, pre-condizione indispensabile per dare risposte concrete alla povertà crescente in questo territorio fortemente segnato da disagi, fragilità sociali e mancanza di lavoro. Non basta quella progettualità avviata per ambiti e a macchia di leopardo, serve una progettualità che risponda innanzitutto all’inclusione lavorativa, perché è in questo che si rileva l’attenzione alla persona e alla intera comunità.”