Una petizione popolare, inviata persino al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per dire “no” al villaggio di immigrati nel territorio di Cassibile Fontane Bianche.
A chiederlo sono i residenti della frazione siracusana, capitanati da Paolo Romano, che si dicono “stanchi” della situazione che si verifica ogni anno nel periodo della raccolta: “I dintorni di Cassibile Fontane Bianche si trasformano in baraccopoli, un degrado che un paese civile non può tollerare e la presenza dello Stato viene rimpiazzata da iniziative isolate che in questi anni hanno dimostrato come il fenomeno sia stato per lungo tempo sottovalutato e mal gestito.
Tutto ciò – continua la petizione – ha provocato e provoca nella cittadinanza comprensibili malcontenti, considerato anche il notevole numero di arrivi in un territorio giä fortemente penalizzato da altri gravi problemi di ordine pubblico e sicurezza, con gravi ricadute ineluttabilmente anche sull’economia locale”.
Da qui una serie di richieste: aprire un tavolo di confronto con le istituzioni locali per individuare soluzioni alternative, non allestire tendopoli e/o villaggi nel territorio di Cassibile Fontane Bianche; evitare disservizi alla cittadinanza locale; evitare fenomeni speculativi già ampiamente diffusi; non creare ghetti anche per scongiurare gravi episodi di intolleranza che in questi anni si sono sfiorati.
Nella petzione, oltre alle richieste, trovano spazio anche delle proposte: istituire eventuali centri e villaggi per extracomunitari lavoratori stagionali fuori e lontani dal centro abitato di Cassibile Fontane Bianche; coinvolgere nella gestione della problematica i sindaci dei comuni limitrofi ed istituire eventuali centri e villaggi per extracomunitari lavoratori stagionali suddividendoli nel territorio provinciale tra nord, centro e sud in modo da non concentrare il flusso solo in una zona.
