scomparso a 97 anni

Emanuele Macaluso nel ricordo del compagno e amico Salvo Baio

Emanuele Macaluso nel ricordo del compagno e amico Salvo Baio

Questa notte si è spento Emanuele Macaluso storico esponente del Pci e della Cgil.
Lo ricorda e ce lo racconta il compagno e amico Salvo Baio:
“Con Emanuele Macaluso mi sentivo quasi ogni domenica. L’ultima volta è stata tra Natale e Capodanno per gli auguri. Con lui parlavo di politica. Emanuele non aveva aderito al Partito democratico perché lo riteneva un partito “senza una base politica e culturale”. I partiti, diceva, nascono, dalle lotte, dai processi politici e non per fusione.
Negli ultimi tempi mi ripeteva che “la politica è morta”. Intendeva dire che senza partiti strutturati, senza un reale collegamento con gli interesi delle persone in carne e ossa, senza una prosettiva generale, la politica non vive. La sua prospettiva era un socialismo riformista fortemente radicato nella tradizione del socialismo europeo. Questa l’idea di fondo che portò alla nascita della corrente cosiddetta “migliorista” cui io aderei assieme ad Orazio Agosta, Mario Blancato, Mario Bosco, Nino Tusa, Pippo Astuto, Giovanni Giuca, Giovanni Salafia, Umberto Di Giovanni, Pina Mendola, Alfio La Ferla e tanti altri.
Con Siracusa, Emanuele aveva un rapporto speciale che risaliva agli anni Cinquanta e Sessanta. quando era segretario regionale della Cgil e poi dirigente nazionale del Pci e parlamentare eletto nella nostra circoscrizione. Benchè giovanissimo, entrò a far parte della segreteria nazionale del Partito comunista, quando il segreatio generale era Palmiro Togliatti e Luigi Longo il vice.
Il mio rapporto personale con Emanuele si consolidò negli anni Ottanta quando lui era direttore de L’Unità ed io corrispondente da Siracusa. Un giorno mi chiamò per un articolo che avevo scritto sulle lotte operaie nella zona industriale. Mi disse:”Noi stiamo sempre dalla parte degli operai, però dobbiamo raccontare i fatti.” Per Macaluso, il sindacato è sempre stato un baluardo della democrazia, ma se c’era da criticarlo, bisognava criticarlo. Quanti ricordi, quante cose potrei raccontare di Emanuele. Come è stato bello aver militato nel Partito comunista.
Ho appreso della sua scomparsa con tristezza e commozione. Con lui se ne va, oltre che un carissimo amico e compagno, un pezzo della storia della politica del Novecento”.