“L’antico acquedotto Galermi invaso dalla recinzione dal nuovo complesso residenziale sorto alle spalle del viale Epipoli, in via Aldo Moro”.
La denuncia arriva da Natura Sicula che ha inviato una segnalazione alla Soprintendenza e un esposto a Carabinieri e Polizia Ambientale del Comune di Siracusa: “La straordinaria opera di ingegneria idraulica scavata a mano dagli schiavi cartaginesi nel 480 a.C., ancora funzionante, pur essendo protetta da una fascia larga 5,5 metri, entro la quale è proibito impiantare qualsiasi opera – si legge nella nota dell’associazione naturalistica – è stata scavata con le ruspe e invasa da paletti, reti e alberi. Il cantiere, con un’autorizzazione rilasciata il 12 novembre 2020 dal Settore Ambiente del Comune di Siracusa, non ha rispettato la distanza minima di 2,04 metri da misurare dal bordo dei pozzetti di ispezione dell’acquedotto, e ha impiantato la recinzione a soli 15-20 centimetri di distanza”.
L’inghippo sarebbe nell’autorizzazione: “La superficie pubblica è stata concessa a titolo gratuito – si legge ancora nella nota – perché si sommasse a quella privata in cambio dell’impegno a mantenerla pulita da erbacce e rifiuti. Due mesi dopo, a recinzione già impiantata, lo stesso ufficio si accorge del vincolo del Canale Galermi e il 26 gennaio revoca l’autorizzazione, specificando che la recinzione deve essere rimossa proponendo al proprietario una rimodulazione dell’autorizzazione, con facoltà di accettazione entro 15 giorni (scadono il 10 febbraio). La nuova autorizzazione – prosegue la nota di Natura Sicula – specifica che la recinzione del terreno deve essere distante almeno 2.04 m dal bordo del pozzetto e può avvenire esclusivamente utilizzando piante arboree”.
L’associazione contesta la genericità delle indicazioni contenute nell’autorizzazione: “Se dovessero utilizzare specie arboree come il bagolaro, l’ulivo, il carrubo o simili – specifica – il loro potente apparato radicale riuscirebbe a minare e distruggere l’acquedotto anche da 2 metri di distanza”.
Da qui la segnalazione e l’esposto e se la recinzione non dovesse essere rimossa entro questa settimana, viene preannunciata una denuncia in Procura.
