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Nuovo centro congressi a Siracusa, Salvo Baio “smonta” il piano di Pietro Agen

Nuovo centro congressi a Siracusa, Salvo Baio "smonta" il piano di Pietro Agen

Nuovo centro congressi a Siracusa: argomento che negli ultimi giorni sta registrando tanti interventi tra pro e contro. Oggi l’opinione di Salvo Baio del Partito Democratico, che con una vena ironica ma tagliente dà la sua lettura della vicenda senza risparmiare nessuno:
“Un generoso signore viene a Siracusa e rilancia a modo suo la vecchia idea di regalare, si fa per dire, alla nostra città un megacentro congressi da tre, quattromila posti. Un’opera faraonica che dovrebbe accogliere masse di convegnisti provenienti da ogni parte del Paese e tale da mettere il turbo allo sviluppo turistico. Con quali soldi? L’idea è tanto grandiosa quanto vaga: vendere, ma non prima del prossimo anno, l’aeroporto di Catania e col ricavato della vendita realizzare tre grandi opere: un gigantesco ente fiera a Catania, un centro formazione extralarge a Ragusa e, come detto, un palazzone congressi a Siracusa.
Nel Sessantotto quelli di sinistra come me invocavano l’immaginazione al potere; il generoso signore usa il potere per immaginare un imponente piano tutto cemento di opere pubbliche da elargire alle tre città che hanno costituito la mega Camera di commercio del Sud-Est, l’ente di cui mister Pietro Agen è l’incontrastato presidente.
A prendere per buono questo fantastico piano di investimenti è un altro signore: il sindaco di Siracusa, il quale, incantato dalla narrazione del generoso Agen, comunica di aver già dato l’input ai tecnici comunali di individuare l’area dove costruire il monumentale centro congressi. Non ne parla con nessuno, né con l’associazione degli albergatori, né con l’Ordine degli architetti e degli ingegneri, né con le forze politiche che sorreggono la sua giunta. Non ne parla neppure col suo assessore alla Politiche culturali, il quale non tarda a dissociarsi pubblicamente. La partecipazione è una liturgia barbosa per il sindaco Italia, che per sua fortuna non ha il fastidio di fare un passaggio in Consiglio comunale, visto che è stato sciolto.
Il nostro sindaco non viene sfiorato dall’ammonimento di Laocoonte, al quale Virgilio fa dire nell’Eneide “timeo Danaos et dona ferentes” (temo i Greci anche quando portano doni) per dissuadere i Troiani dal fare entrare il cavallo dell’inganno. Non che il dono di Agen nasconda l’inganno, ma é figlio di una cultura che viene dal francese octroyer, concedere, storicamente riferito ai sudditi e non ai cittadini.
Chiunque altro al posto di Italia avrebbe obiettato ad Agen: scusi presidente, non ritiene che sarebbe più giusto che i soldi da lei previsti per Siracusa siano le istituzioni siracusane a decidere come spenderli?
Il leader della Confcommercio siracusana, il mio giovane amico Elio Piscitello, asseconda il piano Agen e invoca l’unità delle associazioni di categoria, della politica e fa balenare l’eventualità che la solita litigiosità siracusana possa mandare in fumo la grande occasione offerta dal presidentissimo. Forse dovrebbe essere meno sicuro che quella imboccata da Agen sia la strada giusta.
Veniamo alle reazioni. Il primo a dire un netto no è il presidente dell’associazione Noi albergatori Siracusa, Rosano, uno che se ne intende, il quale destituisce di senso il megagalattico centro congressi e si unisce al coro di quanti, Bruno Marziano in testa, consigliano di utilizzare a tal fine l’ex cinema Verga, ristrutturato al 90 per cento ed in grado di offrire mille posti. Una bocciatura senza appello viene dal presidente dell’Associazione dei costruttori edili, Massimo Riili, che giudica la proposta del presidente Agen “un’idea anacronistica oltre che rischiosa.” Radicalmente contrari Linguanti e Vasquez della Confesercenti. Dubbi e perplessità vengono avanzati dal segretario del Pd, Adorno, il quale pone ad Agen, perché il sindaco intenda, un problema di democrazia: “Sia la città a prendersi la responsabilità di scegliere e lo faccia attraverso un metodo partecipativo”. I due giovani vice segretari del Pd, Glenda Raiti e Angelo Greco, si chiedono: che bisogno c’è di fare un centro congressi del genere quando si potrebbe utilizzare a tal fine l’ex cinema Verga? Molto ben argomentato tecnicamente il niet di Roberto De Benedictis, che in materia è un esperto di prim’ordine.
Come finirà? Non finirà e forse neanche comincerà per la semplice ragione che il “piano Agen” è, a mio avviso, un gigante dai piedi d’argilla. Intanto bisogna verificare se i famosi due milioni e mezzo sono realmente disponibili, ma soprattutto bisogna fare chiarezza sull’ipotetica vendita dell’aeroporto di Catania, di cui allo stato si sa poco o nulla. Vendere un aeroporto non è cosa semplice, specie di questi tempi, ma ammesso (e non concesso) che si riesca a venderlo, dipenderà dal ricavato della vendita il mantenimento, in tutto o in parte, degli impegni enunciati da Agen. Per questo dico che tutta l’operazione è avvolta nell’incertezza. Ma il presidente Musumeci che ne pensa?”