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Siracusa, qualità dell’acqua e sversamento reflui nel Porto Grande: Baio “Nel Piano d’Ambito solo speranze, ma quali soluzioni?”

Siracusa, qualità dell'acqua e sversamento reflui nel Porto Grande: Baio "Nel Piano d'Ambito solo speranze, ma quali soluzioni?"

Il nodo acqua a Siracusa presenta criticità irrisolte di cui si è occupato nei giorni scorsi l’assessore comunale Carlo Gradenigo, annunciando di essere al lavoro all’interno del Piano d’Ambito “per valutare studi, dati, relazioni e documenti che mettano tutti nelle condizioni di fare la scelta giusta e di programmare oggi la soluzione definitiva a due annosi problemi: il miglioramento della qualità dell’acqua potabile e lo sversamento di reflui nel Porto Grande, che creano un danno fisico, economico e ambientale di proporzioni gigantesche”.
Da qui l’intervento dell’esponente del Partito Democratico, Salvo Baio, che richiama l’amministrazione comunale ad andare oltre le enunciazioni di speranze e a trovare soluzioni concrete:
“L’assessore all’Ambiente, Gradenigo, è recentemente intervenuto su due problemi che si trascinano da molti anni: a) l’approvvigionamento idrico; b) lo sversamento dei reflui depurati nel porto grande.
La cattiva qualità dell’acqua che esce dai rubinetti delle nostre case è dovuta, come è noto, al suo insalinamento e cioè alla presenza di sali (cloruri, calcio, sodio) in quantità superiore ai valori tabellari massimi consentiti dalla legge. Problema vecchio, al quale né l’attuale amministrazione né quelle precedenti hanno messo mano.
Le società concessionarie del servizio idrico, non essendo in grado di rispettare i limiti tabellari, hanno dovuto operare costantemente in regime di deroga, concessa dalla Regione Siciliana. Salvo che io non mi sbagli, è dal 2012 che non è stata rinnovata alcuna deroga. Da questa situazione derivano, come ha rilevato l’ esperto Pippo Ansaldi, non pochi problemi per le famiglie costrette a sostenere spese considerevoli per l’acquisto di acqua minerale (se ne consumano 24 milioni di bottiglie da un litro all’anno), di detersivi per gli elettrodomestici, eccetera.
Quanto allo sversamento dei reflui depurati, si tratta di milioni di metri cubi di acqua che finiscono, come detto, nel porto grande, determinando condizioni di degrado ambientale (periodicamente vengono denunciati fenomeni di eutrofizzazione, moria di pesci) e ostacolando il ricambio idrico.
C’è una soluzione per questi due problemi? Naturalmente sì. Voglio ricordare a tale proposito che in occasione del convegno del novembre 2019 promosso da Lealtà e Condivisione, relatore Ansaldi, l’allora assessore regionale all’Agricoltura, Bandiera, si era detto disponibile a finanziare un progetto per il riuso dei reflui per fini irrigui, progetto che la giunta Italia non ha mai presentato.
Restano pertanto irrisolti sia il problema dell’approvvigionamento idrico che il problema dello sversamento nel porto dei reflui depurati. L’unica novità è che ne è stato richiesto l’inserimento nel Piano d’Ambito, la cui finalità è quella di fare una ricognizione delle strutture idriche esistenti nel territorio e degli interventi da effettuare, per implicazione, nella rete idrica, nella rete fognaria e negli impianti di depurazione per attivare il servizio idrico integrato. Ma attenzione, il Piano deve essere ancora ultimato, dopodiché per essere operante dovrà essere finanziato e prima ancora dovrà essere costituita dai comuni della provincia la società consortile pubblica preposta alla gestione del servizio idrico. Che il Signore ci aiuti. Il governo Musumeci ha inoltre annunciato di voler accentrare a livello regionale il servizio idrico, lasciando compiti residuali alle Ati provinciali. Questo il quadro della situazione siciliana.
Stando così le cose, quanto tempo ci vorrà ancora per risolvere i due problemi sollevati da Gradenigo? La verità è che l’Amministrazione comunale è in alto mare e non ha una strategia d’intervento. Si aggiunga che entro questo mese dovrà essere trovata una soluzione alla proroga della gestione idrica della Siam, previa emanazione del nuovo Avviso di gara. L’assessore Gradenigo è certamente persona di buona volontà, ha militato a lungo in associazioni ambientaliste, ma ora è un amministratore e, per quanto non abbia alcuna colpa per la situazione di immobilismo ereditata, spetta a lui e alla giunta di cui fa parte indicare la soluzione ai problemi”.