“Vorrei che il 2021 segnasse una svolta definitiva per il presente e il futuro dei lavoratori stagionali di Cassibile. Che abbiano Tutti la possibilità di lavorare per aziende che rispettano la legge e garantiscano concretamente i loro diritti, a cominciare da una residenza sicura e dignitosa”. Questo l’auspicio espresso dal sindaco di Siracusa, Francesco Italia in risposta alle tante prese di posizione di sindacati e politici dopo lo sgombero dei lavoratori migranti dalle case abbandonate del Borgo Vecchio di Cassibile. Un auspicio che Italia esprime dopo aver fatto una serie di puntualizzazioni: “L’amministrazione comunale per prima, dopo decenni di assoluta inerzia, – sotolinea – sta tentando in tutti i modi di risolvere la questione dei lavoratori stagionali nel perimetro della legalità e dei rapporti istituzionali. Questi lavoratori – precisa – con regolari permessi di soggiorno, hanno pianificato il loro arrivo per tempo, utilizzando trasporti privati o pubblici e sono qui in quanto chiamati da aziende del territorio, che hanno l’obbligo di verificare che i lavoratori che assumono siano alloggiati secondo standard abitativi dignitosi e sicuri. È inaccettabile – esclama il primo cittadino – che le aziende sfruttino questi lavoratori scaricando sulle istituzioni una loro precisa responsabilità. Le istituzioni, a differenza di chi parla per slogan senza proporre alcuna soluzione concreta o amministrativamente percorribile – aggiunge – stanno facendo fronte comune producendo risultati concreti.
Stiamo lavorando dal nostro insediamento per realizzare una struttura stagionale a Cassibile, attraverso i moduli ricevuti in comodato d’uso gratuito dalla Prefettura, che sarà attiva dal mese di aprile. Abbiamo inoltre presentato un progetto di ampliamento della stessa attraverso la partecipazione a un nuovo bando; abbiamo acquisito risorse e partecipiamo come partner di progetti contro il caporalato, per la formazione di operatori, per la mediazione culturale, per le campagne di comunicazione e screening sanitari, il tutto per per svariate centinaia di migliaia di euro.
L’amministrazione – prosegue – ha attivato, inoltre, contatti con la Croce Rossa, l’Asp, Emergency e tutte quelle associazioni e realtà preziose che da anni svolgono uno straordinario lavoro per garantire condizioni dignitose a questi lavoratori. Scaricare responsabilità alle sole istituzioni che stanno concretamente tutelando i lavoratori e tentando di dare soluzioni precise al problema, ignorando la piaga del caporalato, del lavoro nero e l’irresponsabilità di alcune aziende agricole – affonda il colpo – è un gioco a cui non sono interessato a partecipare. Si tratta di un gioco perverso che sposta l’obiettivo e spegne i riflettori sui veri responsabili: i trafficanti di esseri umani, quelle aziende che li sfruttano e le altre istituzioni che voltano lo sguardo perché il problema degli alloggi non riguarda i propri territori. È giunto il momento – conclude – che ognuno si assuma le proprie responsabilità e si ponga compiutamente al fianco, insieme a noi, in questa battaglia di civiltà e legalità”.
Sulla stessa linea l’assessore alla legalità, Fabio Granata: ““Adesso bisogna verificare la regolarità contrattuale e il luogo di lavoro di tutti gli “sgombrati” per chiamare alle loro responsabilità di ogni genere gli imprenditori agricoli che li utilizzano e per espellere chi regolare non è e non ha contratto. Solo così – aggiunge – si potrà avviare un processo di legalità e trasparenza senza darla vinta ai “caporali”, senza determinare guerre tra poveri e senza lasciare spazi alle contrapposte demagogie. Inizi il sindacato – aggiunge – a verificare i contratti e i luoghi di lavoro di chi ha voluto ospitare con senso di solidarietà in agriturismo. Denunci i fenomeni di capolarato e le responsabilità degli imprenditori interessati a sfruttare il lavoro nero e sottopagato”.
