Una critica a tutto tondo quella che 16 ex consiglieri comunali di Siracusa (Fabio Alota, Federica Barbagallo, Mauro Basile, Sergio Bonafede,
Gianni Boscarino, Salvo Castagnino, Chiara Catera, Salvatore Costantino Muccio, Alessandro Di Mauro, Gaetano Favara, Curzio Lo Curzio, Michele Mangiafico, Ferdinando Messina, Ezechia Paolo Reale, Tonino Trimarchi, Franco Zappalà) rivolgono al sindaco Italia per la nomina dei delegati di quartiere. “Tali atti – scrivono in una nota – costituiscono l’ennesimo sberleffo alla democrazia perpetrato in danno dell’istituzione Consiglio Comunale. Adesoo – proseguono – lo stesso sindaco, che ha impegnato soldi pubblici per difendere in giudizio il provvedimento di scioglimento del Consiglio Comunale, sente la necessità che quella funzione tipica del Consigliere Comunale di essere portavoce delle esigenze più immediate dei cittadini venga esercitata, non da chi è stato eletto per tutelare quelle esigenze ma da suoi fiduciari personali”.
Gli ex consiglieri poi fanno riferimento la mancata risposta, sino a questo momento al ricorso straordinario presentato nell’agosto 2020 al presidente Musumeci per l’annullamento del decreto di scioglimento del Consiglio Comunale di Siracusa: “Come rappresentanti elettivi della cittadinanza di Siracusa – aggiungono – intendiamo non restare passivi di fronte alla deriva istituzionale oggi consentita dai “pieni poteri” esercitati dal sindaco e chiederemo di essere direttamente ascoltati dal presidente della Regione per comprendere le ragioni dell’enorme ritardo nell’adozione di un provvedimento per sua natura estremamente urgente e quali azioni intenda adottare di fronte allo scenario di assenza della democrazia che gli uffici da lui controllati e diretti hanno determinato a Siracusa”
