Via libera dal consiglio dei ministri al decreto che detta le nuove misure per il contenimento dell’emergenza covid.
Dal 15 marzo al 2 aprile le zone gialle passano in arancione, percò anche la Sicilia. A Pasqua, dal 3, al 5 aprile, tutta Italia diventa rossa.
Ecco cosa si potrà fare:
Spostamenti
Non si può entrare o uscire dalle zone arancioni, tranne che per motivi di lavoro, necessità e ritorno a domicilio/residenza, ma sono consentiti gli “spostamenti necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita”. È vietato spostarsi fuori dal proprio Comune, salvo che per motivi di lavoro, studio, salute, o “per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale Comune”.
Bar e ristoranti
Da lunedì prossimo vietato consumare all’interno di bar, ristoranti e centri commerciali, anche a pranzo ma resta consentito l’asporto fino alle 22. Per i bar concesso l’asporto di bevande fino alle 18 e consumazioni vietate nei pressi delle attività. Nessun limite per la consegna a domicilio. Negozi al dettaglio aperti, chiusi i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi. Mantenuto il coprifuoco dalle 22 alle 5.
A Pasqua Italia in zona rossa
Nei giorni 3, 4 e 5 aprile su tutto il territorio nazionale si applicano le misure stabilite per la zona rossa. E’ consentito, in ambito regionale, lo spostamento verso una sola abitazione una volta al giorno tra le ore 5 e le 22 a due persone con minori di 14 anni.
Dal 15 marzo al 6 aprile si va in zona rossa, sempre in base a un’ordinanza del ministero alla Salute, anche se “l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi è superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti, sulla base dei dati validati dell’ultimo monitoraggio disponibile”.
Sempre dal 15 marzo al 6 aprile 2021 i presidenti di Regioni e Province autonome possono istituire zone rosse o anche misure più restrittive (come il lockdown) “nelle Province in cui l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi è superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti” oppure “nelle aree in cui la circolazione di varianti determina alto rischio di diffusività o induce malattia grave”.
Nel decreto anche 290 milioni per i congedi parentali, retroattivi a partire dal 1 gennaio. Saranno retribuiti al 50% per chi abbia figli minori di 14 anni, mentre dai 14 ai 16 anni non saranno retribuiti. Alternativo al congedo un bonus baby sitter fino a 100 euro a settimana per i lavoratori autonomi, i sanitari e le forze dell’ordine.
Fino ai 16 anni dei figli viene ribadito il diritto allo smartworking per i genitori.
