Siracusa è stata questa mattina una delle tre piazze siciliane individuate da Cgil, Cisl e Uil nazionali e regionali per parlare del patto per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel piazzale della mensa ovest si sono ritrovati un migliaio di lavoratori.
“Bisogna solo lottare tutti insieme per ottenere un patto sulla salute e sulla sicurezza – ha detto Vera Carasi, segretario generale della Ust Cisl Ragusa Siracusa, per il sindacato confederale territoriale rappresentato anche dai segretari generali di Cgil e Uil, Roberto Alosi e Luisella Lionti – Sono 185 i morti sul lavoro dall’inizio dell’anno, 7 in Sicilia. Lo scorso anno ci sono state 554mila denunce di infortunio segnalate all’Inail, oltre 1200 con esito mortale. La sicurezza è un investimento che le imprese devono sostenere.Occorre formazione per i dipendenti ma anche per le aziende, serve aumentare gli investimenti in tal senso. E bisogna fare un lavoro alla base, partendo dalla sensibilizzazione nelle scuole”.
“Occorrono intese tra sindacati, datori di lavoro, Regione e istituzioni per un accordo che tuteli i lavoratori – ha detto Giuseppe Giudice, delegato della Filctem Cgil – e che regolamenti il diritto al lavoro, alla formazione e al graduale inserimento al mondo del lavoro stesso. E poi occorre una riconversione del nostro sito per creare nuovi posti di lavoro”.
Sebastiano Micciulla, delegato della Uil per il settore della coibentazione ha denunciato la situazione di alcune aziende che “non sono qualificate per una eccessiva politica al ribasso”.
Alberto Fasoli, delegato dei metalmeccanici Fim Cisl ha invece posto l’accento sulla necessità di un patto di sicurezza che è già in atto ma che deve essere applicato quanto prima possibile «per far sì che tutti i diritti vengano rispettati».
Alfio Mannino, segretario generale Cgil Sicilia ha ricordato l’approvazione dello statuto dei lavoratori siglato proprio il 20 maggio del 1970 51 per aggiungere che “oggi perdono i lavoratori a fronte di un governo e aziende che non fanno rispettare quanto sottoscritto mezzo secolo fa. Ci sono tanti, troppi ritardi accumulati in ogni ambìto e questo paese ha fatto prevalere profitto e rendita e non la qualità del lavoro. Da qui parte una grande vertenza del Paese, perché qui a Siracusa c’è un polo strategico per tutta l’economia del Sud-Est e del Mezzogiorno”.
Il segretario nazionale della Uiltec, Paolo Pirani ha concluso gli interventi: “Anni fa ci fu una battaglia che ci vide impegnati per evitare la svendita del polo petrolchimico e ne uscimmo vincitori. – ha detto – Ora c’è un’altra battaglia da combattere che è quella della salvaguardia della propria vita nei posti di lavoro”.
