Assicurare dignità, umana e lavorativa, ai braccianti stagionali e mettere fine ad una piaga che affonda le sue radici nel tempo come il caporalato. Questi gli obiettivi del Protocollo che è stato firmato ieri sotto l’egida del prefetto di Siracusa, Giusi Scaduto e che pone la provincia di Siracusa, prima in Sicilia. La firma del Protocollo arriva dopo l’apertura e la realizzazione dell’ostello a Cassibile destinato ad accogliere durante le stagioni di raccolta i lavoratori stranieri regolari e con contratto di lavoro.
Ad apporre la propria firma in calce al protocollo tutti i sindaci del territorio provinciale, l’Inps, il Centro per l’impiego, l’Ispettorato del lavoro, i sindacati (Cgil, Cisl e Uil), l’Ente Bilaterale agricolo, Confagricoltura, Coldiretti e Cia.
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I firmatari nell’ambito delle rispettive competenze si impegnano ad assicurare un’idonea sistemazione alloggiativa ai lavoratori, scongiurando così l’insorgere di baraccopoli, ad avviare una banca dati per l’incontro fra domanda e offerta di lavoro, prevenendo il caporalato e lo sfruttamento lavorativo, a contrastare i rapporti fittizi di lavoro nel settore agricolo. L’accordo prevede tappe ben scandite dal punto di vista temporale: entro 30 giorni dalla stipula l’Inps dovrà costituire la sezione territoriale della rete del lavoro agricolo di qualità, mentre l’Ebat, entro 60 giorni, al fine di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro stagionale e contrastare il mercato sommerso del lavoro agricolo, dovrà realizzare una piattaformainformatica finalizzata a costityire una banca dati per il censimento dei lavoratori e delle aziende.
“Il punto di arrivo di un percorso condiviso e, allo stesso tempo, il punto di partenza per un nuovo modello di contrasto alle attività illecite in agricoltura. Il ruolo sindacale è preminente. Tuteleremo meglio la dignità dei lavoratori stagionali stranieri.”
Commento unanime, quello dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil territoriali, Roberto Alosi, Vera Carasi e Luisella Lionti, insieme ai segretari generali di Fai, Flai e Uila territoriali, Sergio Cutrale, Mimmo Bellinvia, e Sebastiano Di Pietro, dopo la sigla del protocollo. “Questo protocollo è riuscito a inquadrare il fenomeno sotto qualsiasi sua sfaccettatura – concludono – Partire da questo territorio, fortemente votato all’agricoltura e all’immigrazione nei campi, rende ognuno di noi più responsabile”.
