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A Siracusa nessun pediatra diabetologo, mamme in rivolta

A Siracusa nessun pediatra diabetologo, mamme in rivolta

Tanti, troppi, i bambini affetti da diabete. Solo a Siracusa, per la fascia di età che copre dai 0 ai 17 anni, se ne contano quest’anno circa 250. Per una domanda così alta, il capoluogo aretuseo offre risposta pari quasi a zero.
In Sicilia esistono 5 centri di riferimento per bimbi diabetici: Catania, Messina, Palermo, Caltanissetta e Partinico. Niente su Siracusa, neanche un pediatra diabetologo. Senza questa figura niente può nascere: nè un centro di riferimento, nè assistenza specifica.

Il problema non è fare 60 chilometri per raggiungere Catania – spiega a Siracusa Post Marilena Buzzurro, presidente Associazione diabetici – La questione è molto più ampia. A Catania c’è un solo specialista che deve coprire 3 capoluoghi (Catania, Siracusa e Ragusa) con le rispettive province, considerando che solo Catania ha un territorio molto vasto. Questo comporta inevitabilmente – continua – che per una consulenza spicciola noi mamme, che dobbiamo costantemente fronteggiare le difficoltà di avere un figlio malato di diabete, siamo abbandonate

L’Ospedale di Siracusa risponde solo alle emergenze, ma per un consulto telefonico o semplicemente un certificato bisogna ricorrere a Catania. Per non parlare di tempistiche, tasto dolente

Per i bambini affetti da diabete di tipo 1 (o insulino-dipendente) spesso la determinante della salvezza di vita sono i tempi brevi, impossibile per chi deve percorrere 60 chilometri e aspettare che si liberi l’unica dottoressa, che non è detto che giusto quel giorni si trovi in sede

Insomma un vero e proprio guazzabuglio che inevitabilmente si riversa proprio nei piccoli pazienti che si trovano esclusi anche da progetti fondamentali per la loro educazione alla malattia, come ad esempio i camposcuola.

Si tratta di 3 giorni insieme ad altri bambini affetti dalla stessa patologia immersi nello sport e attività ludiche – dice Buzzurro – In realtà non è altro che un modo per abituare i piccoli a essere indipendenti dalle cure della mamma, ma anche per non farli sentire soli. Un altro aspetto è la diffusione di informazioni a scuola, che anche questa tocca a noi, ad esempio con le maestre

Ma adesso il silenzio si deve rompere, e le mamme pretendono di essere ascoltate e aiutate. Un primo colloquio è stato fatto con l’Asp e il direttore Salvatore Brugaletta

Era stata istituita una commissione – racconta ancora Marilena Buzzurro – fatta di medici e associazioni. Dopo qualche riunione tutto è finito nel dimenticatoio. Io ho mandato una lettera spiegando il quadro della situazione a Michele Girone, il coordinatore della Federazione Diabete. Quello che mi auguro è che le nostre richieste vengano ascoltate prima del 16 giugno, data del congresso della Federazione a Palermo, alla quale parteciperà anche l’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi

Ci sono situazioni alle quali non si può rispondere immediatamente, ma si può lavorare piano piano per risolverle.

In caso di mancato ascolto noi procederemo per vie legali” – rimarca Marilena Buzzurro con energia, a nome dell’associazione, di tutte le mamme e di tutti i piccoli pazienti.