In soli 3 mesi assicurava il riconoscimento della cittadinanza italiana a cittadini brasiliani interessati, che però non erano in possesso dei requisiti previsti dalla legge e offriva un pacchetto all inclusive che prevedeva il viaggio, il transfer dall’aeroporto di Catania, l’alloggio e l’assistenza per il disbrigo della pratica. Tutto questo dietro il pagamento di 3.500 euro. A mettere su l’organizzazione di questa attività Cleber Zanatta, titolare di un’agenzia di disbrigo pratiche con sede a Siracusa 43 anni, coadiuvato da sua moglie, Sabrina Santos, 32 anni, brasiliana e da suo fratello Diego, 29 anni. Un traffico che in poco più di un anno aveva fruttato diversi milioni di euro. Per dare una “spinta” alle pratiche, i tre si avvalevano della collaborazione di 4 impiegati degli uffici anagrafe di Augusta, Floridia e Siracusa, nell’ordine Antonio Mameli, 66 anni, impiegato nel Comune megarese, Angelo Zappulla, 64 anni e Carmelo Lo Giudice, 62 anni,impiegati al Comune di Floridia e un impiegato del Comune di Siracusa di 56 anni. Cleber Zanatta, sua moglie e il fratello sono accusati di corruzione, autoriciclaggio e favoreggiamento alla permanenza illegale nel territorio dello stato di cittadini stranieri. Gli impiegati, che per accelerare le pratiche ricevevano alcune centinaia di euro, hanno compiuto atti contrari ai doveri di ufficio. Cleber Zanatta è stato ristretto in carcere, gli altri 5 ai domiciliari. L’impiegato del Comune di Siracusa è stato interdetto dai pubblici uffici, per la durata massima prevista dalla legge. Le indagini prendono il via ad aprile del 2016 quando al Commissariato di Augusta viene notato un anomalo afflusso di cittadini brasiliani, riscontrato già dalla fine dell’anno precedente, che chiedevano il rilascio del passaporto dopo aver ottenuto in breve tempo il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis. Le richieste erano nell’ordine di 20 in due mesi. Da qui partiva l’attività investigativa di osservazione e tecnica che consentiva di scoprire e ricostruire l’attività del gruppo: i clienti venivano agganciati tramite un blog, veniva loro offerto il pacchetto e venivano seguiti fino ad esaurimento pratica. Una volta in possesso del passaporto, gli italo-brasiliani, diventati contestualmente cittadini europei, si trasferivano per lavoro nei Paesi del Nord Europa. Sin qui sono 500 i casi accertati. I profitti venivano poi reinvestiti in Brasile in attività economiche e imprenditoriali, fra cui l’acquisto di terreni per la realizzazione e gestione di un’azienda agricola. Le somme di denaro venivano trasferite in Brasile dalla moglie di Cleber Zanatta, che lo nascondeva addosso in occasione dei viaggi aerei verso il paese d’origine.
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